Bollette, ora arrivano anche denunce (da panico) e pignoramenti “scenario peggiore”

La crisi energetica porta con sé gravi conseguenze: adesso scattano anche le denunce contro i comportamenti illegali.

Il costo delle bollette è arrivato a cifre inimmaginabili solo lo scorso anno ed i risultati di questi tempi senza precedenti sono davvero catastrofici.

Adesso partono anche le denunce ed i pignoramenti a causa delle maxi bollette. Ne hanno parlato l’Antitrust ed Arera (L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che hanno ricevuto diverse segnalazioni da parte dei consumatori.

Stando a quanto dichiarato dalle due autorità in una nota congiunta, alcuni comportamenti illegittimi stanno violando l’articolo 3 del Decreto Aiuti Bis varato da poco dal presidente uscente Mario Draghi.

“L’aumento incontrollato dei prezzi dell’energia e lo stato di incertezza generale causato dalle tensioni internazionali stanno coinvolgendo sia i consumatori che gli operatori del settore energetico, traducendosi talvolta in iniziative che possono configurarsi come pratiche commerciali scorrette o violazioni della regolazione di settore”.

Così hanno dichiarato dopo un incontro tra i due presidenti Roberto Rustichelli (Antitrust) e Stefano Besseghini (Arera). Le segnalazioni riguardano la modifica di alcune clausole contrattuali che permettono, alle aziende fornitrici di energia, anche di modificare i prezzi e recidere le forniture energetiche.

Una possibilità che, secondo l’articolo 3 del Decreto Aiuti Bis, era stata sospesa fino al 30 Aprile 2023, per consentire alle famiglie di superare -se pur con immense difficoltà, quest’inverno di crisi.

Cosa succede in caso di violazione

A questo punto l’intervento delle due autorità è stato inevitabile; sono stati di conseguenza chiariti i comportamenti da attuare sia per i consumatori che per le imprese.

Sono due i casi di illegittimità più segnalati: una rinegoziazione del contratto per ‘causa di forza maggiore’ (l’aumento dei prezzi a causa della crisi ucraina) e l’esercizio del diritto di recesso immediato.

Lo stop delle due autorità a queste situazioni è stato accolto con entusiasmo dal responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori Marco Vignola: “Bene, ottima notizia! Accolte le tesi del nostro esposto”.

“Proprio ieri abbiamo annunciato l’esposto, in realtà depositato nei giorni scorsi in cui denunciavamo la violazione da parte di alcune società di luce e gas del mercato libero del Dl Aiuti bis. In pratica stanno modificando unilateralmente i contratti a prezzo fisso, alzando i prezzi, nonostante la legge avesse vietato di farlo fino al 30 aprile 2023″.

“Molti consumatori hanno ricevuto avvisi di modifica abbondantemente dopo il 10 agosto, addirittura a settembre. Una pratica scorretta a cui se ne aggiunge una ancor più odiosa”.

Per aggirare il Dl Aiuti, invitano il consumatore a sottoscrivere un nuovo contratto, avvisandolo che, in mancanza, il vecchio contratto verrà cessato e, di conseguenza, passerà per la luce al Servizio di maggior tutela e per il gas al Fornitore di ultima istanza, notoriamente più caro. Un indebito condizionamento che speriamo sia ora bloccato dalle due Authority”.