Cambiano le regole per l’indennità di accompagnamento affiancata alla pensione di invalidità: la colpa e del nuovo Governo della Meloni.
Tra le riforme e i cambiamenti pensati dal nuovo Governo di destra di Fratelli d’Italia, c’è anche una riforma totale dell’indennità di accompagnamento, che potrebbe anche cambiare il nome.
Come per il Reddito di Cittadinanza, il nuovo Governo vorrebbe sostituire l’accompagnamento con un nuovo sussidio a tutela della categoria, chiamato prestazione universale per la non autosufficienza.
Certo al momento non abbiamo certezze esatte sul questa trasformazione, ma nei prossimi mesi potrebbe diventare una conseguenza naturale a quanto già deciso dal governo uscente di Draghi sul disegno di legge delega sulla non autosufficienza.
La burocrazia italiana è molto lenta, per cui nei prossimi mesi è certo che l’indennità di accompagnamento e tutte le sue caratteristiche, regole e requisiti, rimarrà come sempre l’abbiamo conosciuta.
Ricordiamo che l’indennità di accompagnamento è un sussidio economico rilasciato dall’Inps che viene concesso ai soggetti riconosciuti come mutilati o invalidi al 100%. Per ottenere l’accompagnamento il soggetto invalido deve dimostrare si non poter deambulare o svolgere le attività quotidiane, senza un accompagnatore.
Il sussidio viene integrato alla pensione di invalidità e, come tutti gli altri importi pensionistici, è soggetto a fluttuazioni annue della somma. Per il 2022 l’indennità è stata fissata a 525,17 euro mensili che vengono erogati per 12 mesi, senza tredicesima e quattordicesima.
Viene erogata dall’Inps, per cui è necessario presentare domanda allo stesso ente, allegando il verbale della commissione medico-legale che riconosce lo stato di salute del soggetto richiedente. In teoria l’attesa per la lavorazione della domanda è di 30 giorni, ma di fatto si trasformano in mesi o anni di attesa.
Oltre ai requisiti medici, non esistono limiti di reddito o di età anagrafica per richiedere l’indennità di accompagnamento. La situazione rimarrà tale per i prossimi mesi, poi il futuro del sussidio sarà in mano al governo Meloni.
Se la proposta della Destra verrà approvata dal Parlamento, l’accompagnamento si trasformerà in prestazione universale per la non autosufficienza, che costringerà i richiedenti a scegliere tra un sussidio economico o una prestazione di assistenza medica domiciliare.
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