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Pane: fra pochi mesi costretti a rinunciarci “cosa mangeremo” panico famiglie

La grave crisi economica, che sta colpendo l’Europa e l’Italia, sta mettendo a serio rischio anche la produzione di beni di prima necessità. Tra questi c’è anche il pane: ecco cosa sta succedendo. 

Dal caro bollette fino all’inflazione, la situazione economica italiana è davvero complicata. Toccherà al prossimo Governo gestire questa crisi. Intanto arrivano indicazioni nette e chiare riguardo i nuovi aumenti. Un contesto che sta diventando, ormai, insostenibile anche per i piccoli e medi imprenditori che non riescono più a portare avanti la propria azienda o attività a cause dei rincari. L’appello dei panettieri sta facendo tremare tutti.

Pane addio

Servono misure tempestive per aiutare i panificatori. Questo è quello che chiedono:  tetto al prezzo del gas, dilazione a lungo termine delle bollette, garanzia della fornitura anche con un acconto del 20 per cento e moratoria su mutui e prestiti. Messaggio chiaro di Antonio Tassone, presidente dell’Associazione italiana panificatori Assipan. “Queste misure servono solo ad allungare i tempi per la chiusura definitiva delle aziende”. 

Pane: fra pochi mesi costretti a rinunciarci “cosa mangeremo” panico famiglie

Situazione surreale questa dei panettieri: tra 40 giorni rischiano di chiudere 1350 piccole e medie imprese che producono il pane. Questo il dato allarmante lanciato dall’Associazione italiana panificatori Assipan. Intanto anche il prezzo del pane continua a crescere a causa degli aumenti che hanno subito tutte le panetterie. Le bollette, infatti, sono quintuplicate.

C’è il rischio che da qui ai prossimi mesi diventi un bene di lusso considerando il costo che potrà avere? “La situazione potrebbe peggiorare, vista la qualità del raccolto che si è avuta quest’anno che è piuttosto scarsa”, ammette il presidente di Assipan che dunque anticipa nuovi aumenti dei prezzi delle materie prima. Ad avere la peggio i consumatori visto che il rischio è quello che il prezzo del pane cresca ancora di più.

Pane addio

Secondo gli ultimi dati il prezzo del pane è cresciuto del +13,5% in Italia contro il +18% dell’area europea. Eurostat riporta che non si era mai raggiunta una cifra così elevata per un bene, considerato di prima necessità.

“L’Italia è una delle nazioni che non ha speculato sul prezzo del pane – spiega Tassone -. E’ stata fatta una scelta di responsabilità”. 

Quanto costa il pane in Italia? Secondo i report delle associazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero dello Sviluppo economico, nel mese di luglio un chilo è arrivato a costare 2,16 euro a Napoli; a Roma invece 2,92; a Milano 4,46 e a Bologna 4,91. La preoccupazione è che nei prossimi mesi questo dato è destinato a crescere.

Intanto la situazione sta diventando insostenibile visto che diverse aziende, adesso, rischiano di chiudere a causa del caro bollette e dell’aumento della materia prima cioè la farina. Intanto uno scenario del genere rischia di avvantaggiare le multinazionali della panificazione a discapito dei piccoli e medi imprenditori che in Italia sono circa 30 mila che producono il pane.

Francesco Petito

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