Una bottiglia d’olio a 10 euro, prezzi corrono e si infiammano, frantoi senza scelta

Inflazione, siccità, crisi energetica, tutto rema contro la produzione alimentare italiana. Sopratutto per questo riguarda le produzioni agricole, l’Italia si trova in una bruttissima posizione quest’anno, e le difficoltà produttive si riversano sul costo dei prodotti al supermercato.

La crisi è totale per le produzione alimentare italiana. Molti prodotti che sono il fiore all’occhiello della nostra produzione nazionale, nonché parte fondamentale della nostra alimentazione, stanno diventando sempre più costosi, sia da produrre che da comprare. Un caso particolare è quello dell’olio extravergine d’oliva, uno dei prodotti più riconducibili e utilizzati dell’intera produzione alimentare italiana.

Aumentano i prezzi dell’olio d’oliva
Foto ANSA

Le cause che hanno portato l’olio a costare tantissimo in questi ultimi tempi sono 2: il costo di produzione aumentato a causa delle bollette e la siccità. Per chi non fosse pratico, i frantoi in cui si produce l’olio d’oliva utilizzano moltissimi macchinari per la produzione. Questi macchinari hanno bisogno di energia, e tale energia ha un costo in luce e gas. Attualmente il costo delle bollette per i frantoi è fino a 4 volte superiore rispetto ai livelli pre-crisi.

Frantoi nel panico, le bollette si riflettono sugli scaffali

Molti frantoi hanno visto il costo della loro produzione aumentare del 170%, con le bollette a comporre la parte maggiore, ma non è l’unica. I vari componenti materiali di cui l’industria ha bisogno per portare a termine le proprie produzioni sono anch’esse aumentate di prezzo, in particolare il vetro per l’imbottigliamento (+30%) e la plastica delle etichette (+35%).

A questo va aggiunto anche il problema del cambiamento climatico, che ha portato i tempi di produzione a variare moltissimo quest’anno. A causa delle poche piogge di questa estate, la raccolta delle olive è stata anticipata, cogliendo impreparati i frantoi, che hanno dovuto recuperare in corsa i tempi di preparazione delle macchine e dei trasporti. Il problema non è intrinseco della produzione di olio, ma estesa un po’ a tutto il settore alimentare, con le famiglie che finiranno presto a spendere 650 euro in più all’anno solo per il carrello della spesa.

Impennata dei prezzi del carrello della spesa
Foto ANSA

I dati li fornisce Coldiretti, che sta monitorando da vicino la situazione delle produzioni agricole. Secondo i dati pervenuti dalle ricerca, solo a settembre abbiamo visto un rialzo dei prezzi medi dei prodotti alimentari dell’11,5%, con la tendenza che continua a salire. In testa alla lista dei produtti aumentati maggiormente ci sono i prodotti che hanno maggiore bisogno di lavorazione: burro, margarina, farina, latte, riso e pasta. In molti casi come concausa degli aumenti troviamo anche la penuria di materiale che normalmente importeremmo dall’Ucraina, uno su tutti il grano.