La riforma delle pensioni è un argomento veramente caldissimo.
Infatti il nuovo governo Meloni ha subito chiarito che la più grande emergenza che doveva affrontare era quella delle bollette e proprio quella delle pensioni.
La nuova ministra Calderone ha sottolineato come la fine di quota 102 quest’anno teoricamente avrebbe aperto le porte alla legge Fornero.
Quindi proprio la ministra Calderone ha detto che senza una forte riforma delle pensioni tornerebbe la legge Fornero.
Ma proprio la ministra Calderone ha voluto rassicurare gli italiani dicendo che la riforma delle pensioni del governo Meloni impedirà una cosa del genere. Ovviamente le nuove pensioni devono essere sostenibili perché logicamente non si può andare aggravare più di tanto sulle già disastrate casse dell’INPS. Innanzitutto si parla di un ritorno della quota 102. Infatti la quota 102 teoricamente finisce con la fine di quest’anno ma a quanto pare il nuovo governo la vuole prorogare. Ma la quota 102 sarà affiancata quasi certamente da una quota 41.
Infatti la quota 41 è stata sempre la grande promessa elettorale della Lega e adesso che la Lega è al potere certamente una quota 41 con uscita a 62 anni sarà il punto di partenza delle pensioni dell’anno prossimo. Infatti proprio la ministra Calderone ha definito la quota 41 un vero e proprio punto di riferimento per le pensioni dell’anno prossimo. Ma c’è anche la possibilità della quota 103 e della quota 104. La quota 103 e la quota 104 piacciono ai sindacati perché si tratta di un’uscita comoda per andare in pensione. Quindi se è vero che la quota 103 e la quota 104 potrebbero mettere d’accordo sia il governo che le parti sociali il nodo da sciogliere riguarda quanto sarà tagliato l’assegno pensionistico.
Infatti con la quota 103 e la quota 104 andare in pensione diventa sicuramente più facile ma più l’assegno pensionistico viene tagliato e più i sindacati protesteranno. Se invece al contrario il taglio dell’assegno pensionistico non è troppo forte sarà l’Inps a patire un esborso troppo marcato e poi potrebbe essere proprio l’Unione Europea a mettere un vero e proprio veto o comunque sia a fare un richiamo su una situazione di questo genere. Comunque la quota 102 flessibile prevederebbe i seguenti scaglioni: 61 anni con 41 anni di contributi oppure 62 anni con 42 anni di contributi. Ma c’è anche la possibilità della doppia quota 102 e quindi lasciare anche quella attuale che chiede 38 anni di contributi e 64 anni di età alla quale si andrebbe ad affiancare quella nuova con 61 anni di età e 41 anni di contributi.
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