Reddito di Cittadinanza, ora vogliono mettere il limite d’età, cambia tutto, verifica

Il Governo sta varando la modifica dei requisiti del Reddito di Cittadinanza. Si va verso un taglio importante.

Quella sul Reddito di Cittadinanza si tratta di una vera e propria battaglia da parte del Governo di Giorgia Meloni. Già durante la campagna elettorale l’attuale Presidente del Consiglio aveva annunciato che avrebbe modificato l’attuale forma di sussidio lanciata dal Movimento Cinque Stelle. Nello specifico, Fratelli d’Italia non ha mai detto di volerlo abrogare bensì ridurre la platea di beneficiari in base a dei parametri. Al vaglio ci sono ipotesi nuove che probabilmente entreranno in vigore già a partire dal 2023. Vediamo quali sono le proposte delle forze di maggioranza per modificare il Reddito di Cittadinanza.

Reddito Cittadinanza 2023: le novità

Reddito di Cittadinanza, le novità del Governo Meloni

Secondo il premier Giorgia Meloni il Reddito di cittadinanza dovrebbe andare solo a chi non è in grado di lavorare. L’altra parte che invece è in condizione di lavorare perderebbe così il beneficio. Su questo scenario, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha spiegato: “Chi ha tra i 18 e i 59 anni, senza minori a carico, ed è in grado di lavorare perderà l’assegno legato al Reddito di cittadinanza, anche se non immediatamente. Lo manterranno, invece, gli invalidi, chi è in difficoltà, chi ha minori a carico senza avere adeguati mezzi di sostentamento”.

Il programma elettorale di Fratelli d’Italia prevedeva l’addio al Reddito di Cittadinanza attuale per fare spazio ad un altro sussidio in favore di soggetti privi di reddito, fragili ed impossibilitati a svolgere un’attività lavorativa o difficilmente occupabili. In poche parole il ‘nuovo’ reddito andrebbe soltanto a disabili, disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico.

Reddito Cittadinanza, le proposte del governo Meloni

Attualmente il Reddito di Cittadinanza interessa a 2,6 milioni di persone. Dal 2019 ben il 45% dei precettori ha trovato lavoro abbandonando definitivamente il sussidio. Nel 2021 i precettori erano 3,7 milioni. Pasquale Tridico, Presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, recentemente ha commentato le idee del nuovo Governo di Giorgia meloni per quanto riguarda la modifica dell’attuale RdC:

“Non va immaginato il Reddito di cittadinanza come qualcosa di statico o con  le persone che stanno sul divano dal 2019: c’è una certa fluidità. L’azione del govern si concentra giustamente sulla ricollocazione, sulle politiche attive, sul miglioramento dei centri per l’impiego, dei progetti dei Comuni che possono utilizzare i percettori attraverso di progetti di utilità pubblica“