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La Mafia è pronta a depredare l’Ucraina sfinita dalla guerra

La Mafia c’è, anche se qualcuno, a volte, ne dimentica l’esistenza. Quasi la si volesse rimuovere dalla mente degli italiani. Invece c’è ed è pronta a colpire ancora. 

La Mafia questa sconosciuta, verrebbe da dire. Negli ultimi anni le crisi che si sono susseguite l’hanno messa in un angolo, come un giocattolo in disuso. Ma la Mafia non si spegne a nostro piacimento, è sempre vigile, più viva che mai.

La Mafia e l’Ucraina (Fonte: ilovetrading.it)

Ed è proprio quando ci sono le crisi che la Mafia viene fuori. Si presenta con il suo volto migliore, tranquillizzante. Promette aiuti, per poi toglierti tutto. I nostri politici non la nominano più, quasi temessero di svegliarla. Ma la Mafia non dorme mai, è sveglia e pronta a colpire.

La Mafia, una iena assetata di sangue

Dagli inizi degli anni 2000, la Mafia si è trasferita nel Nord Italia, nonostante illustri politici smentissero questo fatto conclamato, magari attaccando chi “osava” denunciare la verità. Durante la pandemia “la piovra” è arrivata dovunque e si è arricchita sfruttando la tragedia. Mascherine, bare per i defunti, fondi della Comunità europea e, soprattutto, acquisto, a prezzi stracciati, di attività che il lockdown aveva messo irrimediabilmente in ginocchio.

Da tragedia a tragedia. La Mafia avrà sicuramente gioito per lo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia. Perché anche lì, come in tutte le tragedie umane, la Mafia si può riempire la pancia. Come le iene, sente l’odore del sangue. In un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri ed il professore Antonino Nicaso, hanno parlato dell’Ucraina e di come sia diventata un obiettivo mafioso. Una terra da depredare.

Nelle loro loro parole, viene svelato il piano mafioso dove l’orrore di possibili, immensi guadagni scorre accanto all’orrore ed all’indicibile tragedia della guerra. Non manca davvero nulla, dalle armi allo sfruttamento, dagli affari nell’edilizia (si pensi soltanto per una attimo alla ricostruzione dell’Ucraina), al traffico di esseri umani, dal mercato nero agli ambitissimi fondi europei.

Oggi, organizzazioni mafiose come la ‘Ndrangheta vanno continuamente alla ricerca di nuovi mercati. E, pensando alla fine del conflitto russo – ucraino, sognano di rovistare tra le macerie della guerra“. E c’è un mercato che chiama a gran voce e sul quale le attività mafiose intendono tuffarsi. Anzi ci si sono già tuffate: il mercato delle armi.

Un business che non conosce crisi

Il mercato delle armi, il più redditizio dopo quello della droga, rappresenta l’obiettivo principale della mafia. Armi chimiche, armi da lancio e da fuoco, mine, missili, aerei da caccia, carri armati. Ma non ci sono le armi nuove di zecca. Un altro incredibile mercato è quello delle armi usate vendute a prezzi stracciati. Esattamente come avvenuto dopo il conflitto nei territori dell’ex Jugoslavia, anche al termine della guerra in Ucraina tante di quelle armi utilizzate potranno essere vendute a chi combatte guerre dimenticate, come in Sierra Leone o Congo.

La Mafia (Fonte: Pixabay)

La Mafia questa sconosciuta, che non mostra più il suo volto sanguinario con efferati delitti e stragi devastanti. Indossa il doppiopetto, entra nei salotti e nei palazzi che contano e via smartphone e computer pianifica i suoi piani disumani. Fortunatamente ci sono uomini come il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri ed il professore Antonino Nicaso, che compiono opera di promemoria. Perché c’è sempre qualcuno che la Mafia cerca di metterla da parte e c’è chi, addirittura, fa finta che non esista.

Stefano Vori

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