L’inflazione è un vero e proprio demone in grado di distruggere sia il risparmio delle famiglie che anche i bilanci delle aziende.
Con un’inflazione così alta per le aziende diventa difficilissimo produrre e vendere. Se l’inflazione è un grande nemico delle famiglie bisogna anche dire che la stessa inflazione è anche un grandissimo nemico dell’economia in generale. Infatti quando l’inflazione è così alta i consumi si contraggono perché i prezzi più alti scoraggiano le famiglie ma anche perché la paura del futuro ovviamente spinge i nuclei familiari a fare economia.
Si tratta di qualche cosa di assolutamente normale, ma il danno provocato dall’inflazione alle aziende non è soltanto questo. Infatti anche per le aziende diventa molto più difficile sostenere i costi delle bollette di luce e gas così come sostenere i costi delle materie prime in generale. Anche reperire i semilavorati ovviamente diventa molto più caro e quindi tante aziende si trovano costrette a ridurre la produzione e a programmare anche riduzioni del personale.
Ma quali difese ha il sistema economico contro l’inflazione? Sostanzialmente gli unici anticorpi che ha l’economia contro l’inflazione sono proprio i famosi aumenti dei tassi delle banche centrali dei quali ultimamente tanto si sta parlando. Le banche centrali oggi sembrano dei falchi arcigni e combattivi.
Infatti nei board delle banche centrali c’è sempre una naturale contrapposizione tra i falchi e le colombe. I falchi sono quelli che vogliono tenere i tassi alti per scongiurare l’alta inflazione mentre le colombe sono quelle che vogliono tenere i tassi bassi per favorire lo sviluppo economico, ma oggi ovviamente sono i falchi a farla da padrone e le banche centrali stanno continuando ad alzare i tassi in maniera molto robusta.
Molti sono convinti che questa determinazione delle banche centrali nell’aumentare i tassi abbasserà presto ad alta inflazione. Infatti oggi le banche centrali nei loro comunicati appaiono così determinate ad aumentare i tassi che in generale c’è la convinzione che l’inflazione non potrà che scendere.
Ma il problema è che questo continuo aumento dei tassi prima o poi farà fare qualche brutto scivolone alle borse. Come sappiamo le banche centrali sono molto sensibili all’andamento delle borse e di conseguenza quando Wall street farà qualche brutta correzione (e questo è altamente probabile con un forte aumento dei tassi) può essere che le banche centrali si rimangino tutto e ricomincino ad abbassare i tassi.
Quindi chi è convinto che l’aumento dei tassi delle banche centrali sicuramente stroncherà l’inflazione è probabile che si sbagli. Quando questo aumento dei tassi sarà veramente così forte da abbattere l’inflazione potrebbe anche abbattere le borse e lì le banche centrali sarebbero costrette a fare marcia indietro e l’inflazione ricomincerebbe a correre.
Stesso reddito, buste paga diverse: nel 2026 l’IRPEF non guarda solo quanto guadagni, ma anche…
La rottamazione quinquies cambia passo e mette i contribuenti davanti a regole più rigide, ma…
Con la Manovra 2026 cambia la quota di fondo pensione incassabile in capitale, ma il…
La Banca centrale europea sceglie ancora la linea della cautela. A febbraio 2026 i tassi…
La figura del caregiver familiare ha trovato per la prima volta un inquadramento normativo con…
Una cartella notificata di recente può sembrare esclusa, ma la Rottamazione-quinquies segue una logica diversa…