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Economia

La manovra dimentica la povertà

La povertà non certo da sconfiggere ma, perlomeno, da limitare il più possibile. Un impegno gravoso per tutti, o quasi, i governi del mondo. Ed il governo italiano cosa propone per combatterla?

La crisi da affrontare con decisioni nette. E’ il compito, ed il desiderio, del governo di Giorgia Meloni. Decisioni per dare risposte alla famiglie ed alle imprese che vivono questo momento con grave difficoltà. La lotta alla povertà è una sfida parallela, non meno importante, forse ancora più difficile.

La povertà (Fonte: ilovetrading.it)

Il governo, riguardo il tema della lotta alla povertà, sta prendendo le sue decisioni, che sembrano delineare una linea precisa da seguire. I primi segnali non convincono tutti poiché sembrerebbero andare in una direzione opposta. Ma davvero il governo di Giorgia Meloni sta dimenticando il tema della povertà?

La manovra dimentica la povertà. E’ davvero così?

Quando si parla di povertà e la si mette sul tavolo come tema di discussione, per comprendere come affrontarla e tentare, nei limiti del possibile, di limitarla, si dovrebbero tenere bene a mente le parole di Nelson Mandela: “Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia“. Da qui dovrebbe partire ogni disquisizione su come cercare di alleviare gli effetti devastanti della povertà. Chissà se è da questo concetto che è partito il governo di Giorgia Meloni per tentare di dare delle risposte sicure ad un problema che in questo periodo angoscia milioni di italiani. Esattamente oltre 5 milioni e mezzo. Tanti sono i poveri in questo momento in Italia ed è un numero che certo non decrescerà. Anzi. Un milione e mezzo di minori in povertà poi rendono il tutto ancora più angosciante. Le emergenze sociali sono diverse e di enorme portata.

La crisi energetica, seguita all’invasione russa dell’Ucraina, ha portato un caro – bollette che sta mettendo a dura prova famiglie ed imprese. Il governo, proseguendo l’opera dell’esecutivo precedente, sta sostenendo, con misure di supporto economico, sia le famiglie che le imprese che non riescono a saldare le bollette dai costi proibitivi. A livello generale la manovra presentata da Giorgia Meloni, per quanto attiene la lotta alla povertà, sta ricevendo parecchie critiche. L’assoluta mancanza di feeling tra l’esecutivo scelto dagli italiani nelle ultime elezioni del 25 settembre scorso e la misura adottata per combattere la povertà da chi le elezioni le aveva vinte nel 2018, ovvero il reddito di cittadinanza, manifesto del Movimento 5 Stelle, sta portando verso una profonda rivisitazione delle misure a sostegno delle fasce più disagiate.

Tra reddito di inclusione e blocco aumenti pensioni

Il prepotente ritorno del reddito di inclusione, che dovrebbe via via sostituire il reddito di cittadinanza, ma con importi decisamente minori e l’aumento delle pensioni che ha riguardato soltanto le più basse, non toccando quelle da 1500 – 2000 euro mensili, che  pertanto non saranno adeguate all’attuale tasso di inflazione, sembrano decisioni non convincenti.

La povertà (Fonte: Pixabay)

La lotta alla povertà sarà uno dei terreni più aspri dove maggioranza ed opposizione si andranno a scontrare nelle prossime settimane. Il tema è delicatissimo sempre, ma lo diventa ancora di più quando una grave crisi economica, come quella che stiamo vivendo, acuisce la situazione. Sconfiggere la povertà è un atto di giustizia, per questo non può diventare merce di scambio politica. Mai.

Stefano Vori

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