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Lavoro

2500 euro di arretrati ed aumento stipendio: gioia per i lavoratori, i calcoli

Arrivano i pagamenti degli arretrati per quei lavoratori per cui è stato firmato il nuovo contratto collettivo dei lavoratori. Grazie alla firma di questi nuovi contratti ci saranno non solo dei succulenti aumenti di stipendio per tutte le fasce, ma anche 2.500 euro di arretrati dal 2019 a oggi. Ecco chi potrà beneficiare di questi soldi extra nel 2023.

2.500 euro di arretrati per i lavoratori
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Il 10 novembre si è arrivati alla firma definitiva per i nuovi contratti collettivi riservati ai lavoratori pubblici delle scuole. Insegnanti e personale ATA avranno nel 2023 dei sostanziosi aumenti ai loro stipendi. I contratti collettivi, tuttavia, dovevano essere rinnovati già nel 2019, quando sono scaduti i precedenti contratti il personale scolastico. Ecco quindi che, oltre agli aumenti del 2023, i lavoratori delle scuole avranno anche gli arretrati che non hanno avuto per il tempo in cui avrebbero dovuto percepire gli aumenti dei nuovi contratti.

Gli arretrati per gli anni 2019, 2020 e 2021 saranno di media di 2.500 euro per tutti i lavoratori soggetti ai nuovi contratti collettivi. Per quanto riguarda gli aumenti, invece, gli stipendi degli insegnanti aumenteranno in media di 125 euro al mese, con differenze a seconda della categoria di lavoratore, mentre per il personale ATA gli aumenti saranno in media di 100 euro al mese nel 2023. Queste sono le cifre uscite fuori dalle trattative dei sindacati dei lavoratori con l’Aran, la società incaricata di portare avanti la questione da parte dello Stato italiano. Rimane invece oscura la possibilità di nuove risorse per le scuole, la cui questione è rimasta fuori dalla Legge di Bilancio.

La situazione dei salari con i nuovi contratti, come è messa l’Italia

Purché bene accetti, gli aumenti risultano ancora troppo bassi per i lavoratori. Quando la Corte dei Conti ha ratificato il risultato delle trattative, all’inizio di dicembre 2022, si sono svolte a Roma delle manifestazioni di lavoratori, supportate dai sindacati, per richiedere dei compensi più alti per gli insegnanti. Queste proteste, almeno secondo gli osservatori che hanno cercato di capire la situazione, avevano un fondamento. Secondo il Rapporto Mondiale dei Salati per gli anni 2022 – 2023, i salari in Italia risultano oggi del 12% più bassi rispetto al 2008.

Nonostante gli aumenti dei nuovi contratti, quindi, il costo della vita in Italia continua a salire. C’è da considerare, inoltre, che i nuovi contratti collettivi non si applicano soltanto ai lavoratori delle scuole, ma anche a molte altre categorie di lavoratori sia pubblici che privati. Molti di questi contratti sono scaduti anch’essi nel 2019 e sono ancora in lavorazione quelli nuovi.

2.500 euro di arretrati per i lavoratori
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La situazione attuale, gli aumenti peggiorano la situazione

Oltre alla problematica degli stipendi più bassi rispetto al resto del mondo e rispetto al costo della vita, c’è da considerare anche la situazione di emergenza economica in cui ci troviamo. Dalla pandemia alla guerra in Ucraina, eventi recenti hanno fatto alzare il livello di inflazione, aumentando ancora di più il costo della vita di tutti.

Con gli stipendi dei lavoratori che non si adeguano alle nuove situazioni, in molti stanno rischiando di dover rinunciare a beni essenziali per sopravvivere. Con i recenti aumenti del costo della vita a causa della guerra, gli aumenti derivati dai contratti sono già stati annullati.

 

Riccardo Magliano

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