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Rito Unico per separazioni e divorzi: da febbraio cambia tutto, cifre diversissime

L’istituzione del Rito Unico per la separazione e per i divorzi potrebbe rendere le procedure molto più snelle ed economiche.

Potrebbero continuare ad esserci problemi per quanto riguarda l’affidamento dei figli. Ecco come funziona il rito unico e perché i divorzi da febbraio saranno tutta un’altra storia.

sito unico per separazioni e divorzi
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Le procedure di divorzio possono non essere troppo complesse in Italia, ma questa sarebbe più l’eccezione che la regola. Sebbene esistano casi in cui si può divorziare con una spesa di appena 16 euro, la maggior parte dei divorzi prevede lunghe trafile tecniche, il ricorso a un giudice e a degli avvocati, e moltissimi soldi da spendere. Tutto questo potrebbe cambiare in data 28 febbraio 2023. Questo perché potrebbe essere approvato già il mese prossimo un pacchetto di riforme che inserisce nell’ordinamento italiano il cosiddetto rito unico, che rende unico il rito di separazione e divorzio. In pratica rendendo la formula per il divorzio molto più semplice, rapida e, soprattutto, economica.

L’attuazione vera e propria del pacchetto di norme difficilmente avverrà così presto, ma ci si aspetta che succeda entro l’inizio del 2024. Essa, comunque sia, riguarderà tutti i procedimenti di divorzio e separazione a partire dal 28 febbraio 2023, che passeranno sotto l’ombrello cumulativo del rito unico. In cosa consiste? Il rito unico permetterà di rendere i procedimenti per divorzio e separazione più semplici ed economici. Innanzi tutto per quanto riguarda la documentazione. Con il rito unico, i documenti difensivi presentati dai coniugi in merito all’affidamento dei figli potranno essere redatti autonomamente, senza dover essere richiesti al tribunale competente.

Rito unico, tutte le differenze a partire da febbraio

Sarà fatto un processo di enorme semplificazione delle procedure dei tribunali, cominciando con l’eliminazione della differenza che intercorre tra i processi di separazione, divorzio e affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio. In questo modo di avranno un numero minore di udienze, con la conseguente semplificazione degli svolgimenti degli stessi e rapidità di chiusura delle pratiche. Questo ha una conseguenza soprattutto dal punto di vista economico. Con meno udienze saranno anche meno i servizi da dover pagare agli avvocati.

Vengono lasciati fuori da questa semplificazione soltanto i processi per decidere l’affidamento dei figli nati all’interno del matrimonio, storicamente una delle questioni più spinose dell’intero processo. Questo è fatto per la necessità primaria di fare l’interesse dei figli, per cui è necessario prendersi tutto il tempo necessario. A partire dal 2025, tutte le questioni relative a separazioni e divorzi saranno appannaggio del tribunale unico per le questione familiari. Si tratta di un tribunale apposito creato con la riforma che si farà carico di tutte le questioni riguardanti la famiglia. Questo permetterà di togliere pressione a tutti gli altri tribunali.

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Pro e contro della riforma su separazioni e divorzi

La prima domanda che sorge in merito alle documentazioni redatte autonomamente è: come possiamo essere sicuri che queste siano complete in ogni loro forma? Le deduzioni di questo tipo, redatte dal tribunale, hanno la problematica di appesantire il processo, ma al tempo stesso danno garanzia di essere compilate nel modo corretto.

Avere a che fare con deduzioni e documenti redatti dagli interessati potrebbe portare a lungaggini proprio per l’incapacità degli interessati di compilare i moduli in maniera corretta. Inoltre, è possibile che la documentazione redatta dai diretti interessati vada a contenere delle informazioni superflue o esageratamente dettagliate che impedirebbero o renderebbero difficile una risoluzione pacifica della questione.

Riccardo Magliano

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