Pensioni: il nuovo ricco aumento probabilmente arriva in estate “pazzi di gioia”

Dopo il primo aumento delle pensioni che è arrivato tra gennaio e febbraio 2023, il prossimo potrebbe essere già in estate.

Il Governo ha intenzione di mettere un po’ di soldi in più nelle tasche dei pensionati italiani con un succoso bonus che spetta a tutte le pensioni. Ecco cosa si sta preparando.

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nuovo aumento delle pensioni in estate
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Il primo bonus alle pensioni del 2023 sta venendo percepito proprio in questi giorni. La prima buona notizia per tutti i pensionati d’Italia è l’aumento dell’importo delle pensioni grazie alla rivalutazione delle pensioni al 7,3% confermata da Giorgia Meloni in continuità con le decisioni del governo precedente. L’aumento, tuttavia, sta facendo storcere il naso a molti di quelli che si aspettavano qualcosa di più. In particolare non ha fatto piacere scoprire che, nonostante l’aumento del 7,3%, l’inflazione sia comunque più alta dell’aumento (attualmente attorno al 12%), e che quindi l’aumento stesso non copra totalmente questo gap.

Inoltre, a causa del conseguente aumento delle tasse sulle pensioni, nonostante l’aumento, molti si trovano con una pensione inferiore a quella della stessa mensilità dell’anno scorso. Davanti alle immediate proteste di fronte a questa problematica, la nuova circolare dell’INPS fa ben sperare. In essa è contenuto l’annuncio di un possibile ulteriore aumento delle pensioni italiane che il Governo e l’ente previdenziale avrebbero in previsione per l’estate. Questo sarebbe diretta conseguenza della riforma fiscale che verrà messa in pratica proprio in quel periodo. L’aumento delle pensioni in estate sarebbe infatti una diretta conseguenza della diminuzione degli scaglioni delle aliquote IRPEF, che con la riforma fiscale di Giorgia Meloni passerebbero dagli attuali 4 a 3.

Riforma fiscale 2023, come funziona e come aumenterà le pensioni

Già lo scorso anno era stata fatta un’operazione simile da Mario Draghi. In quell’occasione la riforma fiscale ha portato gli scaglioni delle aliquote IRPEF a passare da 5 a 4. Le attuali aliquote sono:

  • 23% per redditi fino a 15.000 euro;
  • 25% per redditi tra 15.000 e 28.000 euro;
  • 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% per redditi sopra i 50.000 euro.

La riforma fiscale di Draghi ha ridotto il limite di reddito per l’aliquota al 43%, precedentemente per redditi sopra i 75.000 euro, eliminando l’aliquota intermedia al 41% per i redditi tra 55.000 e 75.000 euro. Di fatto aumentando, seppur di poco, le tasse per i redditi tra 50.000 e 75.000 euro.

Il procedimento di Giorgia Meloni ha una ratio differente. I nuovi scaglioni di aliquote saranno:

  • aliquota al 23% per redditi fino a 15.000 euro;
  • aliquota al 27% per redditi tra 15.000 e 50.000 euro;
  • aliquota al 43% per redditi superiori a 50.000 euro.

Questo porterebbe alla leggera diminuzione delle tasse per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, ma un aumento delle tasse per i redditi da 15.000 a 28.000 euro.

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Le ripercussioni sui pensionati

Anche per le pensioni le ripercussioni della riforma fiscale si applicano come per tutti gli altri redditi. Gli aumenti delle pensioni, diretta conseguenza del taglio delle tasse, sarebbero per tutti coloro che hanno un reddito tra 28.000 e 50.000 euro.

Vice versa, tuttavia, i pensionati con redditi tra 15.000 e 28.000 euro si troveranno con una diminuzione del proprio potere d’acquisto reale, visto che dovranno pagare più tasse sul reddito che deriva dalle loro pensioni.