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Fisco: torna lo scudo penale, chi festeggia per l’enorme regalo

Il Governo difende le proprie decisioni in fatto di misure fiscali, ma sempre più vicino si percepisce lo spettro dello scudo penale per gli evasori.

Se questo dovesse davvero tornare, molti potrebbero finire per evadere le tasse impunemente.

ritorno dello scudo penale
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La difesa e l’elogio alle misure fiscali del Governo Meloni arrivano dal viceministro all’economia Maurizio Leo, che sottolinea come la diminuzione degli scaglioni IRPEF e le semplificazioni del sistema sanzionatorio siano ottime aggiunte al sistema italiano. In vista dell’aggiunta a queste della nuova legge delega fiscale, già preannunciata per dicembre, Maurizio Leo sta cominciano ad anticipare i contenuti. Ad esempio sarà in quella legge delega che saranno presenti nuovi condoni fiscali per molti che hanno evaso le tasse. Su ognuna di queste misure, tuttavia, si continua a temere per la reintroduzione dello scudo penale per i reati fiscali, che darebbe un enorme vantaggio a chi non paga le tasse.

Lo stesso Maurizio Leo ha affermato che “se l’omesso versamento non è reiterato nel corso del tempo è giusto pagare una sanzione amministrativa, ma non penale”. Un’altra dichiarazione del vice ministro che ha fatto scalpore è stata quella detta al Telefisco del Sole 24 Ore, in cui ha affermato che se c’è trasparenza nei comportamenti del contribuente su può addirittura eliminare uno dei reati, ovvero quello dell’infedele dichiarazione. Secondo molti commentatori, questa sarebbe una chiara posizione a favore degli evasori fiscali. A maggior ragione, le parole del vice ministro, è stato sottolineato, non chiariscono in alcun modo chi dovrebbe confermare la natura trasparente del comportamento del contribuente.

Lo scudo penale e la lotta all’evasione, due strade opposte

La dichiarazione di Leo, peraltro, ricalca quella che era stata fatta a dicembre in occasione della discussione sulla Legge di Bilancio. Già in quell’occasione il Governo avrebbe tentato di inserire nella Legge di Bilancio 2023 una misura che ricalca lo scudo penale per i reati di evasione. La misura è poi stata tolta per volere di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti in seguito alle proteste molto rumorose delle opposizioni. La possibilità che alcuni possano sfruttare uno scudo penale per, di fatto, non pagare per un crimine fiscale commesso spaventa moltissimi.

Inoltre c’è da considerare le riflessioni di Leo in merito all’operato dell’Agenzia delle Entrate. Secondo i dati riportati da Leo, infatti, l’evasione fiscale in Italia è sempre stata oscillante tra i 100 e gli 85 miliardi di euro. Questo, secondo Leo, è la prova che non c’è mai stata una vera lotta all’evasione fiscale in Italia, oppure che i numeri in questo caso sono talmente alti che non si è mai fatto alcuna differenza.

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La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Parole che non sono state prese affatto bene da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Ruffini a difeso l’operato del Fisco italiano, sottolineando come tra il 2011 e il 2019 l’evasione fiscale in Italia sia passata da 90 miliardi di euro a 74 miliardi di euro. Una differenza su grandi numeri che potrebbe non sembrare molto, ma comunque sono 15 miliardi di euro in più che lo Stato ha incassato invece che lasciarli agli evasori.

Ruffini rincara la dose attaccando la misura di condono delle cartelle esattoriali. Decantata come un grande successo da Leo per via delle moltissime richieste arrivate, Ruffini raffredda gli animi sottolineando come le cartelle stralciate rappresentino una porzione minuscola dell’intero debito fiscale italiano.

Riccardo Magliano

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