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In pensione 3 anni prima con l’ammortizzatore pensionistico, subito al CAF

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Riccardo Magliano

Continuano ad intervenire nuovi modi per accompagnare meglio gli italiani alla pensione.

Grazie all’ammortizzatore pensionistico potrai andare in pensione con 3 anni di anticipo nel 2023. Non confondetevi con le pensioni anticipate.

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Non solo le pensioni anticipate, quindi. Nel 2023 ci sono altri modi per andare in pensione prima del tempo. Tutto per permettere un miglior turnover dei lavoratori in Italia e fare in modo che ci siano sempre spazi per i nuovi lavoratori di poter cominciare le proprie carriere. Per risolvere il problema del continuo invecchiamento dei lavoratori in Italia sono state inventate diverse misure per permettere di andare in pensione prima del tempo. In Italia, infatti, a causa della Legge Fornero, il pensionamento non può avvenire prima dei 67 anni di età, e comunque non prima di aver completato 20 anni di contributi versati. Oltre a questo c’è anche l’impedimento ulteriore dei casi dei contributivi puri, ovvero quelli che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995, che potrebbero dover aspettare ancora più a lungo.

Per ovviare a questi problemi e permettere ai lavoratori italiani di andare in pensione prima, sono state introdotte le misure di pensionamento anticipato. Le possibilità offerte nel 2023 sono molte, da Quota 103, che permette di andare in pensione a 61 anni se si è completato 41 anni di contributi, oppure Opzione Donna, che permette alle lavoratrici di andare in pensione a 60 anni (o anche 58 in alcuni casi)  se hanno già versato 35 anni di contributi. Una possibilità che passa un po’ più in sordina è quella dell’ammortizzatore pensionistico, una misura che permette di accompagnare il lavoratore alla pensione anticipandola di ben 3 anni.

L’ammortizzatore pensionistico, come andare in pensione 3 anni prima

L’ammortizzatore pensionistico funziona come uno scivolo pensionistico che accompagna il lavoratore per gli ultimi 3 anni prima del raggiungimento dei 67 previsti per la pensione di vecchiaia. Durante questi 3 anni il non ancora pensionato riceverà dallo Stato un’indennità che è quasi pari al proprio assegno pensionistico. Per il 2023 l’importo dell’ammortizzatore pensionistico è pari al 90% di quanto maturato al momento dell’uscita. In pratica si può andare in pensione 3 anni prima del tempo, ma con un assegno leggermente inferiore a quanto effettivamente spettante.

Possono usufruire dell’ammortizzatore pensionistico coloro che entro il 31 dicembre 2024 acquisiranno i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia, ovvero l’età anagrafica di 67 anni e l’età contributiva di almeno 20 anni, oppure i requisiti previsti per la pensione anticipata ordinaria, ovvero 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne.

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Come si chiede l’ammortizzatore pensionistico

A poterlo richiedere non sono tanto i lavoratori, quanto le aziende. Per poter far andare in pensione prima un proprio lavoratore, l’azienda deve avere il permesso scritto del lavoratore stesso e poi mandare all’INPS la domanda, almeno 90 giorni prima della risoluzione del rapporto di lavoro con il lavoratore per cui si chiede l’ammortizzatore.

Le aziende che possono fare questa operazione sono soltanto quelle che soddisfano queste condizioni:

  • avere tra i 15 e i 250 dipendenti;
  • avere un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro;
  • aver registrato una riduzione media del fatturato nei 12 mesi precedenti la richiesta di almeno il 30% rispetto alla media degli anni precedenti;
  • aver raggiunto un accorto con i sindacati per le uscite anticipate.
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