Non lo dicono in tv, ma non si dice neanche sui quotidiani: la verità è che fare la spesa in un certo modo fa risparmiare quasi la metà, ma non conviene dirlo.
Fare la spesa negli ultimi tempi è diventato veramente costoso. I prezzi delle materie prime alle stelle hanno obbligato tutti marchi, grandi e piccoli, nessuno escluso, ad aumentare i prezzi. Chi si limita ad una decina di centesimi, chi invece sale anche ad incrementi di quasi un euro. Il latte in alcuni casi è arrivato a 3 euro, la pasta anche 2 euro, prezzi che in Italia non avevamo mai visto negli ultimi 20 anni.
Se un cartone di latte arriva a costare ben 3 euro, come si riuscirà a sopravvivere nei prossimi mesi con stipendi base? Tante famiglie sono davvero in difficoltà, è caccia all’offerta, allo sconto. In molti si erano spostati da catene italiane a ingrossi stranieri, pur di risparmiare quella decina d’euro su ogni carrello, con il rischio a volte di prendere prodotti di scarsa qualità, oppure non controllati in giusta misura.
C’è chi poi si limita alle sotto-marche: se prima si comprava senza pensare troppo, adesso invece si perde molto più tempo a comparare prezzi, guardare le etichette. Basta osservare per un po’ di tempo le persone che si avvicinano agli scaffali, il loro comportamento è decisamente cambiato rispetto a prima, siamo tutti più attenti a non spendere quell’euro in più, perché fare la spesa è diventato pesante per tutte le tasche.
Quel rimanere più tempo ad osservare i prodotti, però, non significa saper scegliere bene. Molto spesso siamo comunque intenzionati a preferire le grandi marche perché il marchio conosciuto dà quel senso di genuinità, di sicurezza, al consumatore, che vedendo al differenza di decine di centesimi, preferisce non rinunciarvi.
La realtà è un’altra, ma nessuno ne vuole parlare, perché a nessuno conviene se non al consumatore. Si tratta di alcune ‘truffe legali’, delle vere e proprie prese in giro per il consumatore che però vengono definite legali per il fatto che è realmente scritto tutto sull’etichetta. Insomma, si strizza l’occhio sul fatto che si sa, nessun consumatore, o meglio la maggior parte, perde troppo tempo a leggere tutte le etichette, perché spesso si fa la spesa di fretta tra i mille impegni quotidiani.
Questo chiudere un occhio sulle etichette ci porta in realtà a spendere quasi il doppio, consumi che in un anno potrebbero farci risparmiare migliaia di euro in famiglia. In sostanza, a volte un prodotto di alta fascia e quindi di costo più alto, è stato prodotto nello stesso identico modo, con gli stessi materiali e lo stesso produttore, di un prodotto di fascia bassa: a cambiare è soltanto il marchio, ovvero l’involucro.
Non è un modo di dire, si tratta proprio di prodotti identici, venduti a volte anche al 50% in più solo per il marchio posto sull’involucro. In merito, Raffaele Brogna, un avvocato attivo sulla questione, ha aperto un canale social dedicato proprio alla lettura delle etichette (inoltre il suo blog si chiama ‘io leggo l’etichetta’).
@masaik14 #AshiapSatSet #ciboitaliano #cibosano #supermercato #spesa #foryou #viraltiktok #viralvideos #viral_video #RaffaeleBrogna #ioleggoletichetta ♬ Friendships – 舒琪淏
A volte a far cambiare il prezzo è anche lo stesso contenitore: i fagioli in barattolo di vetro e quelli in scatola vedono un prezzo che varia del 50%, ma il prodotto all’interno è lo stesso. Valutando le etichette, guardando lo stabilimento di provenienza e gli ingredienti, si potrà addirittura risparmiare più di mille euro all’anno, nel silenzio dei siti di informazione che preferiscono evitare il discorso.
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