Il RdC è stato ridotto, ma il Reddito Minimo UE si pone come alternativa che dovrebbe portare soldi in più. L’UE invita i suoi membri a trovare un modo per concretizzarlo.
In questi anni, ovvero da quando è nato, il RdC è stato distribuito a 2 milioni di famiglie, per un totale complessivo di 4,65 milioni di persone. Questo stando a un report dell’Inps che ha preso in considerazione i dati da Aprile 2019 a dicembre 2021. Sempre secondo quanto emerge da questa indagine, su 100 persone che ricevono questo sostegno meno di 60 potrebbero essere “occupabili”.
Quando nel 2018 Luigi Di Maio dal balcone di Palazzo Chigi aveva annunciato di aver abolito la povertà, molti cittadini lo avevano guardato con sospetto. Ormai è trascorso un po’ di tempo dall’istituzione del reddito di cittadinanza, di cui si conoscono i pregi e i difetti. Indipendentemente da tutto ciò, la recente Manovra Finanziaria del 2023 ha stabilito che il RdC verrà ridotto, arrivando a sette mesi per chi è in grado di lavorare. RdC e lavoro dovrebbero andare a braccetto.
È evidente che, nonostante gli sforzi, tante persone sono ancora in condizioni di vita difficili, lo sostiene un rapporto dell’Istat secondo cui nel 2021 c’erano poco più di 1,9 milioni di famiglie in povertà assoluta. Il Reddito Minimo UE forse potrebbe aiutare gli italiani, ma bisognerà vedere come e quando verrà applicato, se lo sarà.
Nel frattempo enti come la Caritas cercano di sopperire là dove non arriva lo Stato e si moltiplicano le iniziative di volontariato, ma è lampante che gli sforzi non bastano mai. Ma cosa sta per succedere con questo Reddito Minimo UE? Ecco tutti i dettagli su questa novità che potrebbe fare la differenza in una situazione che per alcuni è insostenibile.
Come accennato il RdC pare essere al tramonto, ma stando alle voci in circolazione a prenderne il posto potrebbe essere il Reddito Minimo Ue. L’obiettivo di questo sostegno è quello di contrastare la povertà in tutti i Paesi che fanno parte della Comunità Europea. Quest’ultima caldeggia la presenza di un reddito minimo anti – povertà da attuare entro il 2030. Andando più nel dettaglio il sussidio proposto dalla UE si propone di spingere sull’occupazione, favorire la parità di genere e l’acquisizione dell’indipendenza economica per tante giovani donne e chi è disabile. Per l’Italia la situazione non è semplice.
Nel 2024 il RdC dovrebbe svanire completamente, ma si ignora se ci sarà qualche altra misura o meno. Sembra però che a dover provvedere all’organizzazione della distribuzione di un possibile reddito di sussistenza toccherà ai Comuni, che possono avere sottomano la situazione dei singoli cittadini ed evitare che ad appropriarsi di quel denaro siano persone che non ne hanno davvero bisogno.
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