L’Europa ci vuole “green”. È un dovere per l’ambiente e per le future generazioni, dicono. Intanto 220 milioni di immobili dovranno subire modifiche costose.
La svolta Green deve riguardare anche – e soprattutto- le abitazioni. Lo dice L’Europa. Lo impone L’Europa. E l’Italia è tenuta a rispondere.
La transizione verso un’economia sostenibile basata sulla tutela dell’ambiente e il contrasto al cambiamento climatico è una sfida epocale che non ha precedenti. E non riguarderà solo i trasporti o piccole strategie per ridurre i consumi nel nostro quotidiano. No: non basterà non usare il forno o non accendere il condizionatore neppure ad agosto. Se vi illudevate che bastasse spegnere i fornelli per cuocere la pasta e abolire l’asciugacapelli e il ferro da stiro per risparmiare non solo soldi ma anche energia, siete proprio fuori strada. L’Europa chiede ed esige di più. Pertanto intere unità immobiliari dovranno piegarsi alla svolta Green.
Stando agli ultimi dati, infatti, pare che le case siano responsabili di almeno il 35% dell’inquinamento. Dunque svolta Green deve essere. Lo dice L’Europa.
Nel settore immobiliare, la riqualificazione energetica interesserà 220 milioni di immobili residenziali in tutta Europa: 48 milioni in Italia. Di questi 200 milioni sono stati costruiti prima del 2001. La posta in gioco è altissima. E la EEMI Bauhaus Week, a Trento dal 13 al 16 febbraio organizzata dalla Energy Efficient Mortgages Initiative, coinvolgerà tutti gli attori: imprese e banche, Pmi e start-up, architetti e scienziati, autorità locali, nazionali ed europee , il mondo accademico. “La sfida della transizione verde immobiliare richiede un approccio sistemico, un eco-sistema vero e proprio”, ha dichiarato al Sole24Ore Luca Bertalot, segretario generale della Federazione Ipotecaria europea.
Giovanni Sabatini, dg dell’Associazione Bancaria Italiana, ha garantito che le banche stanno costruendo il processo di integrazione nei fattori ESG nella gestione del proprio business per creare valore. Sarà importante la definizione di un quadro normativo coerente, coordinato, proporzionato e anche applicato con le corrette sequenze temporali, cosa che al momento di fatto non esiste. Occorre una transizione corretta, ordinata ed efficace. Le banche chiedono l’accesso ai dati degli immobili, raccolti da enti locali e territoriali. Il ruolo del mondo bancario è quello di sostenere la crescita e il consolidamento non solo di chi è già sostenibile ma soprattutto di chi è nella fase di transizione, ha sottolineato Sabatini: serve un dialogo con le regioni, le provincie, le diverse associazioni di categoria, in relazione alle varie filiere produttive.
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