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Multe addio: con questo trucco le contesti gratis, sei sereno e non paghi 1 cent

Quando arriva una multa, questa deve essere pagata, pena l’arrivo di ulteriori problemi, ma se la multa non è fatta correttamente, si può evitare il problema.

Cosa succede alle persone che subiscono una multa che non devono pagare? In alcuni specifici cari è possibile fare ricorso per la multa presa e non pagare un centesimo. Ecco come dovete fare.

Multe addio: con questo trucco – Ilovetrading

Le multe stradali sono studiate in modo per punire chi non ha intenzione di pagare o, anche meglio, chi pensa di poterla fare franca pensando di avere il tempo dalla sua parte. In realtà è tutto il contrario. La contestazione di una multa può essere una questione piuttosto lunga da gestire e non c’è alcuna garanzia che vada a buon fine. Per molti è molto meglio pagare immediatamente la multa, o almeno entro i primi 5 giorni dall’evento, in modo da sfruttare lo sconto del 30% sul pagamento della multa. Tuttavia ci possono essere occasioni in cui la contestazione è effettivamente la via migliore praticabile.

In particolare si tratta di quelle occasioni in cui la contestazione non costa assolutamente nulla. Se per una contestazione normale di una multa occorre l’assistenza di un avvocato e il pagamento di un’imposta di bollo, ci sono casi in cui non si deve pagare nessuna delle due cose. Il primo passo per fare una contestazione gratis è rivolgersi a un giudice di pace. Questo può essere fatto entro 30 giorni dalla scrittura della multa e non è necessario avere l’assistenza di un avvocato. Tuttavia c’è un costo da sostenere, nella forma del contributo unificato, che va da 43 a 237 euro a seconda del valore della multa impugnata per il ricorso e in certi casi è richiesta anche una marca da bollo da 27 euro.

Ricorso gratuito, ecco come si deve fare

Quando ci si presenta davanti al giudice di pace, specie se senza un avvocato ad accompagnarci e ad assisterci, occorre conoscere per filo e per segno ogni passo della procedura di ricorso. Questa si compone di questi punti:

  • il ricorso va depositato alla cancelleria del giudice competente sul territorio in cui è stata fatta la multa. In alternativa il ricorso può essere spedito tramite raccomandata;
  • in seguito è necessario verificare la data di udienza che il giudice ha fissato con apposito decreto;
  • il ricorso deve indicare tutte le contestazioni e le prove offerte in proprio sostegno, a pena di decadenza;
  • la polizia si costituisce successivamente, nel termine indicato nel decreto dal giudice, producendo tutti i documenti per la relativa difesa;
  • all’esito della fase istruttoria il giudice pronuncia la sentenza dichiarando se accoglie o meno il ricorso;
  • nei 30 giorni successivi alla sentenza è possibile fare appello al tribunale. Se la sentenza non viene notificata il termine dell’appello è di 6 mesi.
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Alternative al giudice di pace

Benché il giudice di pace abbia un costo si tratta comunque di una scelta oculata, visto che le alternative gratuite presentano criticità. Queste solo rivolgersi al prefetto oppure il ricorso in autotutela.

Nel primo caso non ci sono pagamenti da effettuare, né per tasse ne per bolli di alcun tipo. Tuttavia, nel caso in cui il ricorso dovesse non andare a buon fine, il prefetto emetterà un’ordinanza con l’ingiunzione di pagamento per la somma che è quasi il doppio delle multe iniziali. A differenza del giudice di pace, che non può obbligare a pagare una cifra superiore alla multa stessa.

Per quanto riguarda il ricorso con autotutela, invece, il problema sta nel fatto che occorre inviare il ricorso all’organo accertatore competente, il quale non garantisce alcuna risposta. Questo non interrompe poi i termini di tempo per fare ricorso al giudice di pace o dal prefetto, con tutto quello che ne consegue.

Riccardo Magliano

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