Nuovo Governo e nuovi decreti. Vediamo cosa dice l’Esecutivo guidato dal premier Giorgia Meloni in materia di semplificazione edilizia.
Il Governo Meloni ha dato un taglio netto ai crediti per i bonus edilizi e ha messo definitivamente alla porta il Superbonus 110% che in due anni ha sottratto 120 miliardi di euro alle casse dello Stato. Vediamo però cosa dice il nuovo Esecutivo in materia di semplificazione edilizia.

Il Decreto Semplificazioni è una delle tante novità del 2023. È nato con l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure dell’edilizia e, al contempo, far risparmiare gli italiani riducendo le spese a carico di cittadini e delle imprese. In particolare si punta ad implementare l’efficientamento energetico degli edifici e la messa in sicurezza sismica visto che anche territori insospettabili come la Pianura Padana stanno registrando forti scosse negli ultimi anni. Tra le novità introdotte dal Decreto Semplificazioni in materia edilizia c’è una lista di lavori per cui non serve più chiedere i permessi. Si tratta di tutta una serie di lavori che rientrano nell’ambito dell’edilizia libera.
Stando a quanto previsto dalle ultime norme approvate nei primi mesi del 2023, la semplificazione edilizia riguarda tutti quei lavori relativi all’interno degli appartamenti, in particolare quelle modifiche interne all’appartamento che non alterano in maniera significativa lo stato dell’immobile e per cui non è, dunque, richiesta la necessità di variazioni catastali. Per fare qualche esempio: non servono autorizzazioni o permessi per rifare gli intonaci e gli infissi, per l’installazione di inferriate, parapetti e grondaie. Ma, stando alle nuove norme del Governo Meloni, niente permessi nemmeno per le modifiche al tetto e alla pavimentazione esterna, come anche per la realizzazione di rampe, montascale e ascensori all’interno degli edifici.
La semplificazione edilizia per i pannelli solari
Ma non è ancora finita perché la semplificazione edilizia riguarda anche i pannelli solari: secondo la nuova legge non servono permessi per installarli.

Tuttavia la norma vale solo se i pannelli sono posizionati su immobili al di fuori dei centri storici. Via libera del Governo anche alla realizzazione di verande su balconi senza più necessità di chiedere il permesso al Comune di competenza. Anche qui però deve trattarsi di verande specifiche: quelle con vetrate trasparenti amovibili. Devono essere quelle installazioni che proteggono dagli agenti atmosferici, migliorano le prestazioni acustiche ed energetiche e riducono le dispersioni termiche dei balconi. Trattandosi di verande mobili rientrano nell’edilizia libera. La semplificazione edilizia vale anche per tutte quelle modifiche e aggiunte temporanee – tipo i gazebo – che vengono rimosse entro 180 giorni.
Ma le novità non sono ancora finite. Infatti il Decreto Semplificazioni prevede anche la riduzione del contributo di costruzione per interventi di rigenerazione urbana come la ristrutturazione finalizzata al recupero di edifici abbandonati.
Più tolleranza verso le irregolarità edilizie
Il contributo verrà ridotto di almeno il 20% rispetto a quello previsto dalle tabelle parametriche regionali. Un bell’incentivo per non lasciare crollare a pezzi edifici che hanno ancora un potenziale e che possono contribuire, almeno in parte, alla mancanza di alloggi in molte grandi città. È stata inoltre ampliata la definizione di ristrutturazione edilizia. Da ora in avanti, rientreranno sotto questa definizione, anche gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti; gli interventi per l’adeguamento degli edifici alla normativa antisismica, per l’installazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico, e interventi volti al ripristino di edifici – o anche solo parti di essi – che erano crollati o che erano stati demoliti.

Infine il nuovo Governo pare essere più tollerante verso alcune irregolarità relative alle costruzioni. In particolare ci sarà più tolleranza verso irregolarità geometriche e modifiche delle finiture degli edifici di minima entità e sempre a condizione che non violino la disciplina urbanistica e non pregiudichino la sicurezza dell’immobile. Verranno tollerati anche mancato rispetto di altezza, distacchi, cubatura della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari purché tali irregolarità non superino il 2% delle misure previste nel titolo edilizio.






