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Superbonus, buone notizie dal Governo: ecco chi potrà recuperare il credito

Il superbonus è un argomento che interessa gli italiani perché un mare di denaro rischia di andare perso: ma arrivano alcuni emendamenti

E’ fiume di emendamenti che la Camera ha registrato in queste ultime ore. In particolare, ad essere indaffarata è la Commissione Finanze di Montecitorio che si è ritrovata sul tavolo oltre 300 emendamenti. Il tema è di quelli importanti: sconti in fattura per i bonus edilizi che sono partiti lo scorso 17 febbraio.

Il Governo ha messo mano alla disciplina sui superbonus (AnsaFoto) – ilovetrading.it

Questo è un argomento molto interessante per gli addetti i lavori e per i cittadini che hanno bisogno di capire come muoversi in questo campo. E in particolare c’è da dialogare con le banche, e questo a volte è un problema. Alcune modifiche sono state inserite nella legge di conversione del Decreto Legge 11 del 2023 ma altre sono già sul tavolo e potrebbero arrivare in nuovo Decreto Legge, il quale potrebbe entrare in vigore a breve.

Chiariamo subito che i lavori riguardano il 2022 e, inoltre, il cittadino italiano deve aver fatto la richiesta di cessione dei crediti. Inoltre, devono essere rimasti fermi perché senza acquirente: in questo caso la data da segnare in rosso è il 31 marzo. Entro quel giorno, e non oltre, è necessario inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. A rischio, altrimenti, c’è il diritto ad accedere a questo servizio.

Come funziona il Superbonus

A cosa pensa il governo? La misura ideata è di far assimilare la richiesta di cessione del credito alla cessione vera e propria.

Pioggia di emendamenti alla Camera per il Superbonus (AnsaFoto) – ilovetrading.it

Questo consentirebbe di accedere senza troppi problemi all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza del 31 marzo. Ma sono anche altre le ipotesi in campo e che potrebbero stuzzicare l’attenzione e i lavori della Camera dei Deputati. Si pensa così allo sconto in fattura e la cessione del credito per gli immobili ex IACP (case popolari) e per quelli del terzo settore (Onlus). E ancora: c’è da risolvere la pratica dei lavori in edilizia libera. In quest’ultimo caso la problematica è più difficile da affrontare perché bisognerebbe dimostrare che i lavori sono iniziati il 17 febbraio.

Il modo ovviamente è quello della tracciabilità bancaria, ma questo ha un doppio rischio: svelare pagamenti in nero ed eventualmente essere in ritardo con i tempi. Ma non è finita, perché ci sono alcuni capitoli che sono di particolare tecnicismo e senza i quali non è possibile affrontare una materia così complessa e delicata ma che interessa le tasche di tantissimi italiani: le cartolarizzazioni. Anche in questo caso le richieste sono tantissime presentate alla Camera ma bisognerà prima capire le intenzioni della maggioranza.

Edoardo Corasaniti

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