La riforma fiscale del Governo Meloni stravolge gli aiuti alle famiglie e le detrazioni. Vediamo le tante novità.
Il Governo Draghi ha operato una profonda riforma degli aiuti alle famiglie con i figli a carico e adesso il Governo Meloni fa altrettanto. L’esecutivo precedente ha eliminato quasi tutti i bonus per lasciare l’Assegno unico universale. Questo ausilio viene erogato a tutte le coppie che abbiano dei figli fino ai 21 anni di età. L’unico altro sostegno che è rimasto è il Bonus nido.
Per i nuclei familiari con Isee fino a 25mila euro l’importo del Bonus asilo nido è di 3000 euro annui fruiti come rimborso della retta mensile; se l’Isee è tra 25 mila e 40mila euro, l’ausilio scende a 2.500 euro; se si supera questa soglia, il rimborso per le rette scende a 1500 euro annui. Questo bonus agevola la frequenza di nidi pubblici e privati convenzionati per un massimo di 11 mensilità.
L’Assegno unico arriva per ogni figlio minorenne a carico, per ogni figlio con disabilità senza limiti di età e può essere prolungato anche fino ai 21 anni se il figlio frequenta un corso di formazione scolastica o professionale oppure un corso di laurea oppure svolga un’attività lavorativa con un reddito entro gli 8000 euro all’anno. Spetta anche se il figlio è disoccupato e iscritto ai centri per l’impiego o se svolge il servizio civile.
Con la nuova riforma fiscale voluta dal Governo Meloni vengono stravolte le detrazioni. L’Esecutivo sin dal suo insediamento aveva messo come punto focale della sua azione una riforma del fisco. Cambiano sia le aliquote IRPEF (che si riflettono sui redditi percepiti) e le detrazioni.
Le detrazioni fiscali attualmente in vigore sono ben 600 e molte sono relative ai figli. Possono essere portate in detrazione le spese per le attività sportive, quelle per il canone di affitto degli studenti fuori sede, per le mense e il trasporto scolastico, ecc. Queste detrazioni potrebbero essere rimodulate secondo lo schema seguente.
detrazioni del 4% del reddito per la fascia fino a 15mila euro;
detrazioni del 3% del reddito per la fascia tra 15mila e 50mila euro;
detrazioni del 2% del reddito per la fascia tra 50mila e 100mila euro.
Oltre questa cifra non sono ammesse detrazioni. Questo è uno schema giudicato molto probabile ma non ancora ufficiale. Al di fuori di questo dovrebbe rimanere impregiudicata la detrazione al 19% per le spese di istruzione dei figli comprese quelle di frequenza di corsi di laurea e di perfezionamento. Il quoziente familiare (che prenderà il posto dell’ISEE) andrà ad impattare sui criteri di calcolo di Assegno unico e Bonus nido, ma ancora ci sono solo linee tendenziali su questa ulteriore riforma.
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