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IPTV, nuovi rischi per gli utenti: condanna certa

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Pietro Santercole

Multe ancora più salate, con il rischio arresto un po’ per tutti, venditori illegali e compratori. Più poteri all’AGCOM: la guerra al pezzotto (e simili) continua con un altro giro di vite.

C’è sempre stato il “pezzotto”, in senso lato. Un neologismo che nasce e si riferisce a qualunque merce contraffatta che mira ad essere simile all’originale: una borsa contraffatta, abitati firmati ma non usciti da quella casa di abbigliamento, fake. Nel nuovo secolo, comunque, il pezzotto si è indirizzata verso un unico significato, in un unico segmento di mercato.

Chi usa le IPTV rischia grosso, anche condanne
IPVT, arriva la stretta – ILoveTrading.it

Il dispositivo pirata più comune, oggigiorno, è quello utilizzato da un numero sempre più alto di utenti, che pagano un abbonamento (notevolmente ridotto) per non pagare l’abbonamento delle più importanti OTT esistenti al mondo: da DAZN a Netflix, passando per Disney+ e chi più ne ha, più ne metta.

Negli ultimi anni il fenomeno delle IPTV, di per sé legale (in quanto altro non è che la trasmissione di programmi televisivi via internet), sfocia nell’illegalità, un mezzo per arrivare a spendere meno per le piattaforme in streaming a pagamento. Il governo continua a schierarsi dalla parte dell’legalità in questa battaglia fra bene e male, divenuta sempre più un guerra, sin dai tempi in cui non c’erano le piattaforme che trasmettevano in streaming, ma si piratava serenamente i Telepiù e Stream dell’epoca, con danni incalcolabili nei confronti dell’aziende.

Svolta tramite gli indirizzi IP: l’IPTV sarà più pericolosa

Con l’esplosione definitiva delle IPTV il fenomeno della pirateria è aumentato esponenzialmente, soprattutto in Italia. Il pezzotto ha cambiato forma, non la sostanza: gabba sempre tutti, ma adesso aumentano anche i rischi.

IPTV cosa si rischia
Gli indirizzi IP saranno usati per scovare chi usa le IPTV – ILoveTrading.it

L’esecutivo, infatti, ha approvato in questi giorni il cosiddetto decreto DDL Concorrenza, dove si introduce il divieto di accesso ai siti web che diffondono contenuti pirati. Le multe diventano più salate a tal punto che viene in mente una domanda: perché rischiare tanto, multe che ora arrivano fino a quindicimila euro? Ne vale veramente la pena? Non è meglio pagare regolarmente un abbonamento, o magari “steccarselo” fra amici e conoscenti, in modo tale da risparmiare sì, ma legalmente? Ora la condanna è certa.

Perché? Perché le autorità si potranno avvalere di norme che aggirano l’ostacolo privacy, che permettono la verifica dei canali non più con i DNS, ma tramite indirizzi IP, il che significa in primis la chiusura più rapida di siti e canali che “regalano” partite (ma anche eventi sportivi gratis. Film, serie tv. I tempi per il blocco dei contenuti quindi si dimezzano drasticamente, ma vengono pure scoperte più persone. Anche l’AGCOM ora ha più potere. Forse è meglio pensarci bene.

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