Grossi rischi per la salute mentale per chi, durante lo smartworking, lavora in pigiama. Vediamo meglio cosa può accadere.
Nonostante l’emergenza pandemica sia passata, molti hanno continuato a lavorare da casa in smartworking. Una ricerca ha evidenziato che il lavoro agile può portare a seri problemi per la salute.
C’è chi lo ama e chi lo odia. Durante il Covid per molti è diventato un’esigenza. Lo smartworking divide il mondo dei lavoratori: ci sono quelli che adorano lavorare da casa propria e chi, al contrario, ha bisogno di stare in ufficio in mezzo ai colleghi. In molti Paesi questa modalità di lavorare è la consuetudine. Per l’Italia è stata una novità accolta non proprio a braccia aperte. Spesso, infatti, chi lavora in smartworking non stacca mai e salta anche la pausa pranzo. La comodità di poter fare tutto da casa può indurre a lavorare ben oltre l’orario stabilito.
C’è un altro aspetto dello smartworking poco considerato: la cura di sé. Se andare in ufficio obbliga, in un certo senso, a vestirsi in modo quantomeno formale e truccarsi, lavorare da casa propria può incentivare la pigrizia e molte persone rischiano di passare l’intera giornata in pigiama.
Lo smartworking presenta innumerevoli vantaggi sia per i lavoratori – che non devono passare ore in auto o sui mezzi di trasporto per raggiungere l’ufficio – sia per l’ambiente: meno auto per strada significa meno inquinamento.
Tuttavia è stato rilevato che lo smartworking può causare seri problemi di salute. A risentirne sarebbe non tanto la salute fisica quanto la salute mentale di coloro che lavorano da casa. Soprattutto se lavorano in pigiama. Una ricerca australiana condotta nel 2020, durante il primo lockdown, ha sottoposto 163 ricercatori dell’Università di Sidney ad alcuni test per capire i livelli di produttività e salute mentale durante lo smartworking.
Dallo studio è emerso che il 59% di coloro che erano soliti lavorare tutto il giorno in pigiama, accusavano maggiormente malessere mentale e psicologico rispetto a chi, invece si vestiva anche in casa come se fosse andato a lavorare fuori. Non è certo che il motivo del declino della salute mentale sia riconducibile unicamente al pigiama, non si esclude che possano aver influito anche altri fattori. Tuttavia è stato notato che anche negli ospedali i pazienti che si vestono hanno un umore più alto di coloro che stanno in pigiama tutto il giorno.
Inoltre c’è da considerare che lavorare da casa significa anche muoversi di meno ed essere tentati a mangiare di più. Infatti lavorando in smartworking, abbiamo il frigorifero a due passi di distanza. Pertanto, oltre ai problemi di salute mentale che abbiamo evidenziato sopra, lo smartworking potrebbe indirettamente favorire anche sovrappeso e obesità da cui possono conseguire malattie come colesterolo, ipertensione e diabete.
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