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Pensioni

Pensione integrativa: conviene ancora dopo l’aumento dei tassi? I dati sa sapere

Arriva la stangata sulla pensione integrativa e tanti fuggono: vediamo cosa si rischia adesso.

Le pensioni italiane sono tra le più basse in Europa. Quelle dei prossimi anni si prevedono come ancora più basse e difficili da ottenere e per questo gli italiani pensano alla pensione integrativa. I futuri pensionati saranno nella maggior parte dei casi al di sotto della soglia di povertà e quindi mettere da parte qualcosa attraverso una pensione integrativa sembra una buona idea.

Convenienza attuale della pensione integrativa – ilovetrading.it

Dopo la crisi di Credit Suisse c’è un ulteriore allarme sul sistema creditizio e deriva dai fondi pensione. Le banche centrali hanno aumentato i tassi di interesse nella speranza di contenere l’inflazione. Contemporaneamente il mercato azionario ha avuto una flessione per i timori di una recessione. I fondi pensione in conseguenza di ciò hanno avuto un vero e proprio crollo dei rendimenti.

Oggi appaiono fortemente sconvenienti e tanti fuggono

I futuri pensionati come dicevamo saranno prevalentemente dei poveri perché col sistema contributivo il loro assegno INPS sarà basso. Con il crollo dei rendimenti dei fondi pensione integrativi anche l’idea della pensione complementare attualmente non sembra così valida. Nel 2022 il TFR ha avuto una notevole rivalutazione a causa dell’inflazione. Contemporaneamente le performance dei fondi pensione sono state pessime.

I lavoratori dunque saranno orientati alla lasciar perdere i fondi pensione e il rischio è quello di mandare in tilt questo ricco settore. Il 2022 è stato un anno terribile per i fondi pensione perché i rendimenti sono stati in calo di quasi il 9%.

Si teme la fuga dai fondi pensione – ilovetrading.it

Globalmente il crollo di questi rendimenti ruota attorno al 10% e spesso lo supera. Se dovessimo guardare al 2022 sembrerebbe che lasciare il TFR in azienda e non destinarlo al fondo pensione se la scelta migliore.

I trend dei prossimi anni saranno importanti per il settore

Da una parte abbiamo un TFR lasciato in azienda che aumenta di quasi il 10% e dall’altra fondi integrativi che diminuiscono della stessa percentuale e nello stesso arco di tempo e la fuga dai fondi pensione sembra inevitabile. Tuttavia bisogna tenere presente che il 2022 è stato un anno particolare. L’inflazione è stata elevata come non si vedeva da anni e contemporaneamente il mercato azionario è stato messo sotto pressione dalla guerra in Ucraina e dallo spauracchio della recessione globale.

In linea di principio l’inflazione dovrebbe tendenzialmente diminuire e la borsa dovrebbe ricominciare a marciare a ritmi normali. Se il trend che si è creato nel 2022 dovesse essere confermato nei prossimi anni difficilmente i lavoratori continueranno a rivolgersi ai fondi pensione creando un problema di liquidità su questi strumenti. Se, al contrario, le cose dovessero cambiare, i lavoratori probabilmente confermerebbero questi strumenti previdenziali.

Salvatore Dimaggio

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