A proposito di riscaldamenti, ci sono alcune date importanti cui prestare massima attenzione. Continua l’annus horribilis del gas
L’inverno è passato, ma la primavera, dopo alcune giornate calde, è tornata con temperature piuttosto rigide per la stagione: il periodo pasquale 2023 è uno dei più freddi degli ultimi anni. Con i costi lievitati in bolletta a causa dell’aumento del prezzo del gas a causa dello scoppio della guerra in Ucraina, si è scelto di limitare l’uso dei riscaldamenti.
I nuovi parametri per la messa in azione dei riscaldamenti hanno di certo portato disagio, e continuano a farlo. Oltre alla scelta di abbassare il calore mandato ai termosifoni, lo Stato ha voluto anche imporre un nuovo calendario di accensione e spegnimento dei riscaldamenti. Nulla di troppo chiaro, in verità. Tra ritardi, proroghe, anticipi e ripensamenti, si è capito poco. Un dato solo è stato ben recepito: i riscaldamenti hanno cominciato a spegnersi in anticipo. Nelle ultime settimane è tornato a sorpresa il freddo, e in molte zone ciò è coinciso con lo spegnimento anticipato dei riscaldamenti. Diverse Regioni, infatti, hanno già dovuto spegnere i termosifoni. Secondo il decreto specifico, l’Italia è divisa in sei zone.
La zona A è quella della fascia climatica in cui rientrano le province italiane più calde (Sud e Isole). Poi c’è la zona B: fascia climatica dal clima piuttosto caldo che include le province di Palermo, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria, Agrigento Messina, e Catania. Zona C: clima più mite (Napoli, Latina, Caserta, Salerno, Bari, Brindisi, Benevento, Catanzaro, Cagliari, Lecce, Ragusa, Cosenza e Taranto). Poi c’è la zona D con Pescara, La Spezia, Livorno, Grosseto, Lucca, Macerata, Pisa, Pesaro, Viterbo, Avellino, Siena, Chieti, Foggia, Matera, Teramo e Vibo Valentia. Zona E: Comuni non montani di Lombardia Piemonte ed Emilia-Romagna.
Zona F, in cui rientrano i Comuni più freddi, tra cui le province di Cuneo, Belluno e Trento.
Dunque, in base al tipo di clima, una città di una determinata può godere di più o meno ore di riscaldamento e di qualche giorno in più con i termosifoni accesi. Nel caso delle prime tre (A,B,C), il riscaldamento può restare acceso dalle cinque alle nove ore al giorno, ma solo dall’8 dicembre 2022 al 7 o 23 marzo 2023. Più precisamente, il 7 marzo per la zona A e il 23 marzo nelle zone B e C.
Nella zona D il riscaldamento può essere acceso per un massimo di undici ore tra l’8 novembre e il 7 aprile. I termosifoni della zona E possono stare accesi fino a tredici ore al giorno tra il 22 ottobre e il 7 aprile. Dunque tutto spento il giorno prima di Pasqua.
Va meglio all’ultima zona, la F, dove non ci sono limitazioni e i riscaldamenti potranno restare ancora accesi in base alle condizioni meteo. Anche se magari fa freddo uguale pure altre altre zone.
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