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Case Green: la paradossale patrimoniale contro i poveri | I numeri della stangata sulla casa

Le istituzioni si pronunciano in merito alla Direttiva Case Green. Le spese assumono i connotati di una patrimoniale occulta per i poveri.

La Direttiva Case Green approvata a Bruxelles a marzo ha fatto fin da subito scalpore in Italia. In moltissimi, soprattutto tra i ranghi del Governo, hanno accolto come un affronto questo piano di transizione energetica forzato.

Case Green, stangata per i poveri – ilovetrading.it

La direttiva Case Green é stata ufficialmente confermata dal Parlamento Europeo il 17 marzo 2023. Da quel momento é diventata una misura europea a tutti gli effetti e dovrà essere applicata da tutti gli stati membri. Come la si é presa in Italia? Per niente bene in realtà. Una larghissima fetta della scena politica italiana, soprattutto quella appartenente alla maggioranza, ha accolto molto male la direttiva. In alcuni casi additandola come un attacco al patrimonio immobiliare italiano, in altri dichiarando come si tratti di una sorta di tassa patrimoniale occulta che colpisce i più poveri.

La direttiva Case Green é la messa nero su bianco di un piano europeo per la transizione ecologica di tutto il territorio dell’Unione. Con la direttiva approvata tutti gli stati membri devono provvedere a rendere tutti gli edifici presenti nel territorio nazionale di classe energetica E o superiore entro il 2030. Entro il 2033, poi, tutti gli edifici dovranno essere di classe energetica D o superiore. Questi obiettivi intermedi, di cui abbiamo citato solo i due più importanti, sono fatti col fine ultimo di raggiungere l’obiettivo delle emissioni Zero di tutto il territorio comunitario entro il 2050. L’obiettivo é senza dubbio ammirevole negli intenti, ma in molti hanno da ridire sui metodi impositori utilizzati dall’esecutivo di Bruxelles.

Cosa dovremmo fare per raggiungere gli standard richiesti dall’Europa

Per migliorare la classe energetica di un edificio abitativo occorre compiere dei lavori per installare all’interno dell’immobile una serie di strumenti che gli permettano di migliorare l’efficienza energetica. A lungo andare questo si risolve come un investimento a lungo termine, visto che si risparmierebbe molto sul costo delle bollette energetiche, in primis luce e gas. Tuttavia il costo di acquisto e installazione di tali strumenti é piuttosto alto e nel caso di abitazioni di proprietà questi costi cadrebbero sulle spalle dei privati.

Case Green: la paradossale patrimoniale contro i poveri – ANSA – ilovetrading.it

Da questo punto cominciano le critiche della politica Italiana. Avendo circa il 30% degli edifici presenti sul territorio di classe energetica inferiore alla D, la mole di investimenti che i privati dovrebbe mettere sulle ristrutturazioni sarebbe immensa. Senza contare degli obblighi imposti dalla direttiva, come quello di eliminare completamente le caldaie a gas e di dotare tutti gli edifici di un impianto fotovoltaico.

La risposta del Governo italiano

La voce del Governo rispetto alla Direttiva Case Green non si é fatta attendere ed é arrivata per voce del Ministro per la Transizione Ecologica Pichetto Fratin. Il ministro ritiene infattibili gli obblighi della Direttiva. I tempi sono troppo stretti e il dispendio economico eccessivo per poter essere realizzabile.

Secondo le parole di Fratin l’Italia é riuscita a ristrutturare circa 360.000 immobili negli ultimi anni con un investimento totale di 110 miliardi di euro. L’investimento che dovremmo sostenere per adeguarsi agli standard richiesti dalla Commissione Europea su 11 milioni di immobili su tutto il territorio nazionale é completamente fuori di testa.

Riccardo Magliano

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