A quanto pare sta per arrivare una nuova tassa dall’Unione Europea relativa all’eredità, ma di cosa si tratta? Ecco cosa c’è da sapere a riguardo
Come in tantissimi sicuramente già sapranno, le tasse risultano essere un argomento a dir poco delicato e a quanto pare sta per arrivare dall’Unione Europea un’imposta che riguarda l’eredità: ecco cosa c’è da sapere in merito.
Vi è dunque una nuova imposta relativa all’eredità e che arriva direttamente dall’UE. Questa novità riguarda una manovra di dieci miliardi di euro, ma cosa cosa riguarda nello specifico?
Vi sarebbe in corso una valutazione da parte di alcuni organi competenti, tra cui l’Unione Europea, di introdurre un’imposta relativa alla successione con un valore di dieci miliardi di euro.
A causa dell’invecchiamento, vi sarebbe la necessità per l’Europa e non solo di provare a capitalizzare il patrimonio familiare. Secondo quanto riportato da trend-online.com (che a sua volta cita il Giornale), Eurobureaux ha spiegato che rafforzare l’imposta relativa alla successione può essere una possibilità che consente una fonte diversa di entrate.
Per quanto concerne Francia e Germania, i ricavi relativi alle tasse sulla successione raddoppieranno entro il 2050. Per quanto concerne l’Irlanda, l’imposta arriverà al 225 per cento.
L’Unione Europea dunque richiedere di revisionare la presunzione del catasto relativa all’Italia.
A quanto pare, l’Italia dovrà rivedere i parametri che riguardano l’imposta che riguarda l’eredità.
Ma come funziona adesso? Al momento, per quanto concerne il Bel Paese, l’imposta relativa all’eredità che concerne genitori e figli è al quattro per cento. Questa percentuale, però, è relativa alle somme maggiori di un milione di euro.
Gli altri Paesi, invece, hanno una tassa relativa ai parenti di primo grado maggiormente alta. Questa, per fare un esempio, è dai 500.000 euro.
Di conseguenza, se nel Paese vi sarebbe l’introduzione di un prelievo di circa il dieci relativo al trasferimento della ricchezza, il ricavo dello Stato Italiano passerebbe da cinquecento milioni (dati relativi a tre anni fa) a circa dieci miliardi per ogni anni. Vi sarebbe, però, un ritardo rispetto all’acceso alla quiescenza.
Vi è però un’altra considerazione da fare e cioè che vi sono i prepensionamenti e l’età relativa all’accesso alla pensione è in aumento. La supposizione dell’The Ageing Report è inerente all’età cui si accede al pensionamento in Italia. Quest’ultima sarebbe sessantotto entro il 2030.
Inoltre, l’età crescerà ulteriormente entro il 2050, che dovrebbe essere di sessantanove anni, e ancora di più nel 2070 e in questo caso sarebbe di settantuno anni.
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