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Economia

Rimborsi Irpef, cosa succede se ti spettano più di 4000 euro | Mettiti il cuore in pace

Brutte notizie per i contribuenti che aspettano rimborsi Irpef superiori a 4000 euro: potrebbero esserci ritardi per questo motivo.

Dall’11 maggio al 30 settembre 2023 è possibile presentare il modello 730 destinato alla dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e il modello Redditi per le persone fisiche. Una volta presentato molti contribuenti si chiedono quali saranno le tempistiche inerenti agli eventuali rimborsi delle somme pagate in eccedenza.

Rimborsi Irpef superiori a 4000 euro (ilovetrading.it)

la regola generale dice che i lavoratori dipendenti e i pensionati possono ricevere i rimborsi direttamente nella busta paga oppure nel cedolino della pensione. Le tempistiche sono già stabilite: a luglio per i primi e ad agosto per i secondi. In questo caso, però la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 giugno. Ciò significa che più tardi si presenta il 730, più si allungano i tempi di rimborso.

Ci sono, però, alcuni casi in cui questa regola generale non si applica. Scopriamo quali sono e le procedure da seguire per ottenere il rimborso che ci spetta.

Rimborsi Irpef superiori a 4000 euro: per l’accredito ci vuole più tempo, ecco perché

Il rimborso Irperf è un diritto previsto dalla legge per tutti i contribuenti che hanno pagato più tasse del dovuto. Può essere richiesto attraverso la dichiarazione dei redditi mediante il modello 730 o il modello Redditi persone fisiche (ex Unico). Il primo dedicato a lavoratori dipendenti e pensionati, il secondo a liberi professioni o imprenditori con partita IVA.

Rimborsi Irpef: tempi di attesa lunghi (ilovetrading.it)

I rimborsi “ordinari” sono erogati nei modi indicati in precedenza. Ci sono alcuni casi in cui i tempi sono molto più lunghi. Uno di questi è quando un contribuente presenta la dichiarazione dei redditi precompilata modificata senza rivolgersi a intermediari, come Caf, patronati o consulenti del lavoro.

Un altro caso (ed è quello di cui ci occuperemo in questo articolo) riguarda i contribuenti che aspettano rimborsi superiori ai 4000 euro. Infatti, un rimborso superiore a tale cifra rende più difficile le operazioni di gestione dei pagamenti perché l’Agenzia delle Entrate dovrà effettuare più controlli del previsto prima di versare il rimborso.

A prevedere le regole per i pagamenti dei rimborsi superiori a 4000 euro è il decreto legislativo numero 175 del 21 novembre 2014.

L’articolo 5, comma 3-bis prevede che l’Agenzia delle Entrate dovrà effettuare i controlli “entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”.

Poi, il rimborso dovrà essere erogato al contribuente “non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”.

Pagamento del rimborso superiore a 4000 euro

Tra l’altro, i contribuenti che attendono il pagamento dei rimborsi fiscali superiori a 4000 euro non li riceveranno nella busta paga oppure nel cedolino della pensione, ma dovranno indicare il proprio IBAN nella dichiarazione dei redditi. In seguito, l’importo sarà accreditato direttamente sul conto dall’Agenzia delle Entrate.

In alternativa, riceveranno un vaglia da parte della Banca d’Italia che poi potranno riscuotere presso un ufficio postale oppure lo sportello della propria banca. In questo caso, potranno richiedere che il rimborso sia accreditato sul conto oppure sia in contanti.

Claudia Savanelli

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