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Pensioni di reversibilità: arriva lo stop all’assegno, ecco come fare ad evitarlo e le norme aggiornate

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Daniele Orlandi

Quando si rischia di perdere la pensione di reversibilità con lo stop all’assegno mensile? Ecco che cosa prevede la legge e quali sono i requisiti da rispettare

I familiari di un lavoratore o di un pensionato che è venuto a mancare ricevono quella che è nota come ‘pensione di reversibilità. Si tratta di un importo in denaro erogato mensilmente e spettante solitamente al coniuge ma anche ad altri vicini parenti della persona deceduta e che solitamente viene calcolato in base a quello che era il suo stipendio o la sua pensione.

pensione reversibilità, quando può essere ridotta o cancellata
Quando si rischia di perdere la pensione reversibilità? I casi (ilovetrading.it)

Ma per poterlo ricevere è importante che vengano soddisfatti alcuni importanti requisiti poiché, in caso contrario, si rischierebbe anche di perderlo. Stiamo infatti parlando di una prestazione che non dura necessariamente per l’intera vita del parente che la riceve e che, nel corso del tempo, può subire modifiche e variazioni arrivando anche a decadere. Questo nel caso in cui i requisiti considerati indispensabili per ottenere il riconoscimento vengano, ad un certo punto, a mancare.

Pensione di reversibilità: a chi spetta e quando può essere interrotta

Ricevere la reversibilità non avviene automaticamente: occorre infatti presentare una richiesta attraverso il portale Inps oppure contattando il call center o procedendo mediante un ente di patronato inoltrando la domanda per il riconoscimento. Se si tratta del coniuge essa può essere riconosciuta anche in caso di separazione (il superstite deve essere titolare di un assegno di mantenimento) o di divorzio (l’ex coniuge deve essere titolare di assegno periodico divorziale e non deve essere convolato a nozze).

Pensione di reversibilità: a chi spetta e quando può essere interrotta
La reversibilità può andare a coniuge, convivente, figli (ilovetrading.it)

Nel caso di superstite dell’unione civile la pensione di reversibilità è pari al 60% di quella del defunto nei limiti delle previste soglie di reddito. Molteplici sono i requisiti legati ai figli, dalla minore età all’essere inabili di qualsiasi età ma a carico del deceduto, dagli studenti fino ai 21 anni agli universitari fino ai 26 anni, fino ai figli nati postumi ma entro 300 giorni dalla data del decesso del genitore e ai figli coniugati ma sempre risultanti a completo carico del deceduto.

Quando viene perso il diritto alla pensione di reversibilità

Ecco dunque quali sono i casi principali nei quali si viene a perdere il diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Può accadere nel caso in cui il coniuge passi a nuove nozze, quando i figli raggiungono i 26 anni di età o quando i figli frequentanti l’università terminano oppure interrompono il percorso di studi che stavano seguendo. Si può perdere la reversibilità anche quando lo stato di inabilità del titolare del beneficio viene meno o, ancora, nel caso in cui fratelli o sorelle non sposati del defunto convolino a nozze o risultino essere titolari di un assegno pensionistico. In tutti questi casi la prestazione viene interrotta.

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