Chi riceve soldi in vita, poi li dovrà inserire anche nel calcolo ereditario? Domanda più che lecita e che in tanti si sono giustamente posti
Per qualsiasi cittadino, prima o poi, avviene il cosiddetto calcolo dell’eredità. Si tratta della relativa somma che verrà poi divisa tra gli eredi, una volta defunto il detentore in questione. Anche in questo caso, purtroppo, la burocrazia la fa da padrona. Con i conseguenti dubbi che si porta con sé da tempo immemore: i soldi ricevuti in vita si devono calcolare? Dubbio più che legittimo, e che tanti utenti si sono chiesti a loro volta.
Se si ricevono dei soldi da una persona in vita, e che poi lascerà i propri cari, si sta ricevendo quella che poi figurerà agli atti pratici come “donazione”. Questa procedura consiste nel donare, per l’appunto, una parte del proprio patrimonio a terzi. Può riguardare il denaro così come altre proprietà materiali, come automobili o appartamenti. O appezzamenti di terreno, come spesso accade. Si tratta di uno strumento sicuro e affidabile, ma anche in questo ambito le problematiche non mancano.
Pur comportandosi con rigore e con prudenza, le incomprensioni non lasceranno scampo agli ereditari coinvolti. Questi sono episodi che avvengono di frequente, essendo la mortalità una tematica piuttosto comune. Teoricamente la donazione va inserita nel conteggio totale dei beni ricevuti come eredità. Ponendo in atto un processo chiamato “collazione”. Ma in realtà, esistono tanti altri concetti che bisogna approfondire. Questo, onde evitare di incorrere in errori che porterebbero solo ad altri problemi.
La legge agisce nella massima tutela, nei confronti di figli e coniuge. Andando poi a prestare il suo soccorso anche ad altri gradi di parentela coinvolti, seppur meno saldi di quello descritto in precedenza. Tutto cambia a seconda del grado di ereditarietà. A questo proposito, per capirsi meglio, è bene fare un esempio.
Nel caso in cui gli eredi della persona defunta fossero i due genitori, il patrimonio ricevuto in eredità va diviso equamente tra le due parti. Logica vuole che, in caso di un solo genitore presente, tutto il patrimonio spetterebbe proprio all’unica figura. Che può essere o la madre o il padre. Tutto varia in base ai gradi di parentela, come si può notare. Nel caso in cui ci fossero più figli, la divisione avverrebbe in più parti e in maniera equa. Ma in linea di massima, la risposta è affermativa: le donazioni hanno eccome una loro influenza.
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