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Permessi legge 104 di 3 giorni al mese: se non si usano diventano 6 il prossimo mese? La risposta non lascia dubbi

La legge 104 riconosce tre giorni di permesso ogni mese per assistere un familiare disabile. Cosa succede se non vengono utilizzati?

Cosa succede se un dipendente non usufruisce dei tre giorni di permesso previsti dalla legge 104 per assistere un familiare? La risposta non è affatto scontata. Vediamo insieme cosa dice la normativa.

Per beneficiare della legge 104 è necessario il via libera dell’Inps-(Ansa foto)- Ilovetrading.it

La legge 104 garantisce la possibilità ai lavoratori dipendenti di avere ogni mese tre giorni di permesso retribuiti per assistere un familiare affetto da disabilità grave certificata. In particolare un lavoratore può avvalersi della legge 104 per assistere il coniuge, un genitore, un figlio o un familiare entro il terzo grado di parentela. Chi beneficia di questa legge ha diritto anche ad altre agevolazioni come sconti sull’acquisto di elettrodomestici o la possibilità di avere fino a due anni di congedo retribuiti.

Naturalmente, nei tre giorni di permesso, il lavoratore dovrà dedicarsi all’assistenza del familiare invalido. La legge non obbliga il dipendente a restare chiuso in casa tutto il giorno ma le uscite dovranno sempre essere in funzione dell’assistenza. Pertanto una persona potrà uscire per andare a fare la spesa o per pagare le bollette al posto del familiare che assiste. Di certo non potrà andare in palestra o dal parrucchiere o a fare una gita.

Permessi con la legge 104: ecco come funziona

Come detto un lavoratore dipendente – sia del settore privato sia di quello pubblico – ha diritto ad avere ogni mese tre giorni di permesso retribuiti se fruisce della legge 104? Ma cosa succede se non li sfrutta perché, ad esempio, quel mese il familiare invalido è assistito da altri? I giorni di permesso si accumulano e possono essere sfruttati nei mesi successivi? Vediamo come stanno le cose.

La legge 104 dà diritto a tre giorni al mese di permesso/ Ilovetrading.it

La vigente normativa non lascia spazio a dubbi in tal senso:  i permessi previsti dalla Legge 104 non utilizzati nel corso di un mese non possono essere recuperati o accumulati per il futuro. Questo vuol dire, pertanto, che vengono persi. Ma non solo: il lavoratore a cui viene riconosciuto il diritto di beneficiare della legge 104 e non fruisce dei giorni di permesso, può andare anche incontro a sanzioni e avere ripercussioni legali. In particolare potrebbe vedersi revocati i permessi e perdere anche tutte le altre agevolazioni previste dalla 104.

Infatti, non fruire dei permessi mensili per assistere un familiare invalido, potrebbe compromettere la salute o la qualità della vita di quest’ultimo. Anche se la persona disabile fosse già assistita da una badante o in casa vi fosse una collaboratrice domestica, il dipendente può – e deve –  comunque avvalersi dei tre giorni di permesso mensili. La legge ha, infatti, stabilito che la presenza di una badante fissa è compatibile con i permessi della legge 104 in quanto la badante ha diritto ad avere giorni di riposo e permessi straordinari per malattia o ragioni familiari o per seguire corsi di formazione. Non solo: i permessi possono essere anche richiesti da più familiari per assistere lo stesso parente con disabilità. Naturalmente ciascuno fruirà di tre giorni diversi durante l’arco del mese.

Samanta Airoldi

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