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Abilitazioni insegnanti e CFU: cambia tutto, come funziona la novità e attenzione alle nuove regole

Cambiano le regole per le abilitazioni all’insegnamento e all’acquisizione dei CFU. Scopriamo come diventare docenti nel 2023.

Se il vostro desiderio è diventare insegnati dovete conoscere le nuove modalità previste per l’anno in corso.

Abilitazioni insegnamento, cambiano le regole – Ilovetrading.it

Tra cambiamenti normativi e nuovi processi riuscire a comprendere quali sono le regole per l’abilitazione all’insegnamento e l’acquisizione dei Crediti Formativi Universitari può non essere semplice. I cittadini che intendono diventare docenti devono seguire un percorso stabilito dalla Legge ma quali sono le tappe da percorrere? Il cammino è lungo e articolato.

Occorre conoscere i requisiti da soddisfare nonché le procedure da seguire per acquisire i famosi 24 CFU (sono ancora 24?). Insomma, una vera giungla di informazioni in cui si può rimanere impigliati. Oggi cercheremo di venirvi incontro sciogliendo alcuni dubbi sui recenti cambiamenti normativi.

Abilitazioni per gli insegnati e CFU, come funziona il nuovo processo

Iniziamo con il dire che possono iscriversi ai nuovi corsi di formazione per insegnanti i laureati magistrali, gli iscritti ad un corso magistrale o a ciclo unico che hanno minimo 180 crediti. Si accettano la Laurea in Scienze della Formazione Primaria e il Diploma di Istituto Magistrale o di Scuola magistrale nonché Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico per insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria.

Quanti CFU servono per l’abilitazione all’insegnamento – Ilovetrading.it

Per diventare docente di scuola secondaria di primo e secondo grado occorrerà, invece, essere in possesso di una Laurea di vecchio ordinamento, Specialistica o Magistrale di nuovo ordinamento nonché diploma di scuola superiore per gli insegnanti tecnico-pratici e del Diploma accademico di livello II o di Conservatorio o Accademia di Belle Arti.

La normativa stabilisce, poi, quali sono le materie da approfondire. Dieci nell’area pedagogica, diciotto nel settore delle metodologie didattiche più i venti CFU di tirocinio diretto e indiretto con presenza nei gruppo classe minima di 12 ore.

In totale occorrerà ottenere 60 Crediti Formativi Universitari. Una volta raggiunti allora sarà possibile sostenere la prova finale. Parliamo di uno scritto sintetico di analisi critica di casi, situazioni, episodi e problematiche capitate durante il tirocinio affiancato da una lezione simulata della durata di 45 minuti in cui si dovrà progettare un’attività didattica innovativa. Per considerare le prove superate occorrerà ottenere un punteggio minimo di 7/10 in entrambe.

Il numero di crediti totali scende a 30 solamente per i precari con tre anni di supplenza. Condizione necessaria aver superato il concorso a cattedra senza abilitazione. Chi è in possesso dei 24 CFU dovrà, invece, completare i crediti accumulandone 36 nuovi.

Il percorso ha un costo ossia 2.500 euro. Scende a 2.000 euro per gli studenti iscritti e per chi ha già i 24 CFU del vecchio ordinamento.

Ricapitolando, chi vuole insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado deve conseguire minimo 60 CFU nelle materie antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche. Il passaggio da 24 a 60 crediti è stato previsto dalla recente Riforma del reclutamento dei docenti.

Valentina Trogu

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