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Tecnologia

Mail o sms con rimborso dall’Agenzia delle Entrate: non inserire i tuoi dati, è una truffa

Attenzione all’ultima truffa legata ad un presunto rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate. Come riconoscerla e come difendersi

Per i contribuenti è un periodo certamente complesso dal punto di vista fiscale. La compilazione del 730, o anche solo il semplice controllo della precompilata, è un’attività sicuramente stressante per via della importante quantità di regole e di dati ed informazioni dei quali tener conto. D’altro canto il 30 giugno era una data di scadenza importante per l’invio dell’Isee 2023, necessario per poter ottenere tutta una serie di bonus ed agevolazioni, ed anche la sua preparazione richiede una certa dose di pazienza.

Come riconoscere la nuova truffa del falso messaggio dell’agenzia delle entrate (ilovetrading.it / fonte ansa)

In tutto questo contesto trovarsi a doversi difendere dal rischio di truffe e raggiri potrebbe rendere le cose ancora più difficili. Purtroppo il periodo compreso tra i mesi di maggio ed agosto è quello maggiormente sfruttato da chi tenta di mettere in atto truffe di tipo fiscale.

Non inserite i vostri dati, la nuova truffa sul rimborso dall’Agenzia delle Entrate

La segnalazione arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate che ha messo in guardia i contribuenti in merito ad un raggiro avente come oggetto i rimborsi fiscali. Un tentativo messo in atto per cercare di incuriosire e parallelamente ingannare coloro che hanno diritto ad eventuali detrazioni o restituzioni di denaro. L’avviso è stato diffuso in data 11 luglio ed in esso viene spiegato che, in particolare nel corso di questo mese, sono diversi i messaggi ingannevoli circolanti recapitati a migliaia o addirittura milioni di contribuenti in particolar modo via sms.

Si tratta di un fenomeno noto come ‘smishing’ ovvero una forma di pishing attuata sfruttando i messaggini inviati sugli smartphone nei quali, in questo caso, vengono indicate fittizie comunicazioni di accredito di un presunto rimborso. Dietro questi messaggi apparentemente positivi ed innocui si nasconde però un grande rischio per chi li riceve. La comunicazione specifica che il rimborso fiscale è emerso a seguito di vari calcoli della dichiarazione dei redditi e viene anche spiegato come poter verificare tale credito nei confronti dell’Agenzia.

Truffe, perché non bisogna comunicare i dati personali (ilovetrading.it)

Niente di più falso: il periodo per i truffatori è quello migliore dal momento che, effettivamente, molti contribuenti stanno ricevendo o si apprestano a ricevere i rimborsi fiscali. Nell’sms, come spesso accade in truffe di questo tipo, viene fornito anche un link premendo sul quale sarebbe possibile verificare che l’accredito sia andato a buon fine. Ma si tratta di una pericolosa trappola messa in atto dal malintenzionato per sottrarre dati sensibili al contribuente e, in ultima battuta, denaro.

Come difendersi dallo smishing

Il messaggio ed il link sono stati analizzati e, come specificato dall’Agenzia, non rimanda al sito ufficiale. L’indirizzo varia in continuazione per somigliare al dominio istituzionale ma facendo finire la vittima su siti fittizi che graficamente rimandano alla pagina web verificata ed ufficiale. A quel punto viene richiesto l’inserimento di dati personali quali l’indirizzo, nome e cognome, il numero di telefono ed i dettagli della carta di credito o di debito.

Dati che non bisogna assolutamente inserire, evitando ancora prima di cliccare su questi link. Del resto l‘obiettivo dello smishing è proprio quello di carpire con l’inganno informazioni personali e dati finanziari che consentiranno ai truffatori di rubarvi facilmente soldi ma anche per mettere in atto veri e propri furti d’identità.

Daniele Orlandi

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