Arrivano nuovi cambiamenti sulla pensione di reversibilità. Ecco i nuovi importi per gli aventi diritto.
La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico che viene assegnato alla famiglia di un defunto. Questo viene dato in percentuali differenti a seconda del grado di parentela tra deceduto e parente superstite che ha diritto alla pensione. Questa percentuale varia in base al rapporto familiare con il defunto, e di recente ha subito delle nuove modifiche da tenere bene a mente. Ecco come funzionerà la pensione di reversibilità nel 2023.
Prima di tutto è bene stabilire come avviene la divisione della pensione, che spetta a specifici familiari seguendo un ordine prioritario specifico. Viene prima il coniuge (che sia separato/divorziato o non), poi i figli (che siano naturali o adottati), genitori a carico del pensionato in assenza dei precedenti, nipoti minorenni e infine sorelle nubili e fratelli celibi.
A seconda di chi percepisce la pensione, cambia anche la percentuale ricevuta:
L’importo può essere ridotto se i superstiti beneficiari hanno redditi propri a seconda del reddito percepito. Da quest’anno in poi, viene introdotta una rivalutazione pensionistica al 7,3%, portando a percentuali rivalutate per il 2023. Le nuove percentuali sono le seguenti:
Avendo queste informazioni, sappiamo che la pensione di reversibilità cambia in base al familiare che riceve la reversibilità e al suo reddito percepito, a cui si aggiunge la rivalutazione. Prendiamo l’esempio di una pensione di 500 euro netti al mese. La reversibilità vede arrivare il 100% (500 euro) se il defunto lascia moglie e due figli, 300 (60%) se c’è solo il coniuge e 350 euro (70%) se c’è un figlio solo.
A questi importi vanno applicate le rivalutazioni del 2023, per ottenere l’importo netto corretto. Se prendiamo per esempio una pensione mensile di 800 euro, ecco come funzionerà:
Prendendo un altro esempio, su una pensione netta di 1.800 euro al mese, una volta applicate le rivalutazioni sappiamo che il coniuge prenderà 1.200 euro, i genitori prenderanno 600 euro e il coniuge con due figli prenderà 2.000 euro. Insomma, vanno applicate le nuove rivalutazioni per verificare quanto si prende effettivamente.
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