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Pensioni

In pensione anticipata per i nati nel 1960: ma c’è una condizione da rispettare, controlla prima di inoltrare la domanda

Chi è nato nel 1960 può ottenere la pensione anticipata? Secondo le regole vigenti, si può, ma solo rispettando alcuni requisiti entro il dicembre 2023.

In pratica, per i nati nel 1960, in linea teorica, è possibile sfruttare una misura di anticipo pensionistico promossa dal Governo. I nati nel 1960 che hanno già compiuto o compieranno a breve sessantatré anni possono sfruttare l’APE sociale, cioè l’Anticipo Pensionistico sociale.

Pensione anticipata per i nati nel 1960 – ilovetrading.it

Quest’indennità garantita dallo Stato ed erogata dall’INPS può infatti permettere ad alcuni lavoratori di andare in pensione al compimento dei sessantatré anni. La misura, tuttavia, non vale per tutti. Ci sono, come si suol dire, alcuni requisiti predeterminati. Innanzitutto è rivolta ai lavoratori in difficoltà.

Poi è una misura che scade il 31 dicembre 2023 e, pertanto, per avere accesso a questa indennità di pensionamento anticipato, serve completare tutti i requisiti in tempo utile, quindi entro fine anno.

Chi è nato nel 1960 e ha compiuto sessantré anni quest’anno puoi dunque già richiedere la pensione anticipata (con quarantuno o quarantadue anni e dieci mesi di contributi versati). Oppure può aspettare qualche altro anno: l’età minima per il pensionamento è ancora fissata a sessantasette anni di età.

Pensione anticipata per i nati nel 1960: i requisiti

L’APE sociale funziona proprio come misura che consente di accedere alla pensione, godendo di una specie di reddito ponte fino al compimento dei sessantasette anni di età e all’arrivo della pensione di vecchiaia.

APE sociale a sessantatré anni – ilovetrading.it

Chi prende l’APE sociale lo fa per tutti i mesi che mancano al raggiungimento della canonica età pensionabile: l’INPS eroga un assegno pari alla pensione maturata alla data di uscita con l’APE sociale come fosse una normale pensione. Ma lo fa per dodici mesi all’anno (la misura è senza tredicesima mensilità).

Il problema è che non tutti possono accedere all’APE sociale. Per legge bisogna entrare in una delle quattro categorie di possibili beneficiari. La prima è quella degli invalidi, purché riconosciuti tali in misura pari ad almeno il 74%. Seconda: essere disoccupati (che hanno perso il lavoro in maniera involontaria), o meglio disoccupati che hanno le caratteristiche per prendere la NASpI.

La terza categoria è quella dei caregiver: soggetti che assistono familiari disabili conviventi. L’ultima categoria di potenziali beneficiari dell’APE sociale è quella dei lavori gravosi. Quindi professori di scuola primaria, pre-primaria e assimilati, tecnici della salute, addetti alla gestione dei magazzini e assimilati, professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, operatori della cura estetica e professioni qualificate nei servizi personali e assimilati.

Giuseppe F.

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