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In pensione con 35 anni di contributi: ecco chi può andarci, tutti i dettagli

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Samanta Airoldi

A breve sarà possibile andare in pensione con solo 35 anni di contributi. Vediamo insieme tutti i dettagli di questa nuova misura.

Colpo di coda alla legge Fornero: rientra in scena una misura di prepensionamento molto amata dagli italiani che consentirà di smettere di lavorare con soli 35 anni di contributi. In questo articolo vi spieghiamo tutto nei dettagli.

In pensione con Quota 96
Nuova misura di prepensionamento/ Ilovetrading.it

Dal 2011 in avanti il mondo previdenziale è regolato dalla legge Fornero che ha fissato l’età pensionabile a 67 anni con almeno 20 di contributi. Un modo per andare in pensione prima di aver compiuto 67 anni c’è ma bisogna raggiungere 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini oppure 41 anni e 10 mesi per le donne.

Nel nostro Paese esistono diverse misure di prepensionamento ma tutte richiedono un requisito contributivo alto. Con Quota 103, ad esempio, si può andare in pensione a 62 anni ma gli anni di contributi devono essere almeno 41; stesso requisito richiesto da Quota 41 che, per il momento, tra l’altro, si rivolge solo a pochissime categorie di lavoratori. Dal 2024, invece, sarà possibile andare in pensione con solo 35 anni di contributi.

Ecco come andare in pensione con 35 anni di contributi

Prosegue il dibattito tra Governo e Sindacati su come agevolare le uscite anticipate dal mondo del lavoro senza eccessive penalizzazioni sugli assegni. Conciliare i due aspetti non sembra semplice.

Pensione anticipata
In pensione con 35 anni di contributi/ Ilovetrading.it

Per il momento pare accantonata l’idea di estendere a tutti i lavoratori Quota 41 già nel 2024: questa misura costerebbe non meno di 4 miliardi di euro allo Stato e andrebbe ad agevolare solo una minoranza di lavoratori. Infatti solo chi ha iniziato a lavorare molto giovane in modo stabile e continuativo riuscirebbe a raggiungere 41 anni di contributi prima di aver compiuto 67 anni.

Nelle ultime ore, però, ha fatto capolino l’idea di reintrodurre una misura di pensione anticipata che esisteva prima del 2011: Quota 96. Con questa forma di prepensionamento i lavoratori potrebbero ritirarsi a 60 anni con 35 di contributi. Perfetto no? Non proprio. Infatti gli assegni pensionistici verrebbero tutti calcolati con il sistema contributivo per non svuotare le casse dell’Inps: questo significa pensioni anticipate ma molto più basse. Il Governo sta ancora studiando su questa ipotesi. Una possibilità potrebbe essere quella di applicare Quota 96 solo a determinate categorie di lavoratori come chi svolge mansioni usuranti, categoria che già ora può comunque beneficiare di Ape sociale o di Quota 41.

Il problema è che Quota 96 aveva riscosso un gran successo prima del 2011 ma da allora ad oggi un gran numero di lavoratori è andato in pensione, l’età media della vita si è ulteriormente allungata e le casse statali non sono nelle condizioni di versare pensioni per 40 anni ad un numero sempre più alto di contribuenti. Pertanto, se questa misura vedrà la luce nel 2024, si dovrà rivolgere solo a categorie specifiche e, con ogni probabilità, gli assegni previdenziali saranno più bassi poiché calcolati interamente con il sistema contributivo. Ma a quel punto chi vorrà beneficiarne? Forse nessuno.

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