Assegno+postdatato%3A+ora+se+sbagli+ad+incassarlo+finisci+in+grossi+guai+%7C+Quasi+tutti+sbagliano
ilovetrading
/2023/07/29/assegno-postdatato-ora-se-sbagli-ad-incassarlo-finisci-in-grossi-guai-quasi-tutti-sbagliano/amp/
Fisco

Assegno postdatato: ora se sbagli ad incassarlo finisci in grossi guai | Quasi tutti sbagliano

Quali sono le condizioni per presentare un assegno con una data successiva a quella di emissione? Fai attenzione, se sbagli rischi grosso.

I più anziano potrebbero ricordare i tempi in cui era normale rilasciare assegni senza data, o con data posteriore a quella di emissione. Si trattava di una garanzia e un modo per ottenere credito quando non si poteva pagare immediatamente la somma pattuita.

Come si fa a riscattare un assegno postdatato oggi? – ILoveTrading

Tra le due parti c’era, ovviamente, l’accordo di non presentare l’assegno prima della data segnata: la parte pagante dà l’assegno con la promessa del ricevente di non riscattare l’assegno prima della data sull’assegno. Ma è ancora possibile oggi, con tutti i rigorosi controlli bancari di oggi? Ecco cosa devi sapere.

Partiamo dalle basi: l’assegno bancario è un titolo astratto, ovvero qualcosa che non richiede causale e motivo di emissione, basta che indichi l’importo di pagamento. I rapporti tra emittente e prenditore sono esterni all’assegno. Le uniche limitazioni degli assegni è che se sono superiori a 1.000 euro devono essere nominativi e non trasferibili, mentre quelli di importo inferiore vanno richiesti espressamente pagando l’imposta di bollo di 1,50 euro.

Tornando alla questione principale, l’assegno è definito postdatato quando la data di emissione segnata sull’assegno è successivo rispetto a quella reale. Questo snatura l’assegno, che va dall’essere un metodo di pagamento a un’impropria garanzia di pagamento, concordato dalle parti coinvolte. Questo dà tempo al debitore di raggiungere la somma necessario, ma non è legale. Fare così, infatti, cambia l’assegno in qualcosa di più simile a un titolo di credito, che cambia l’imposta di bolla in misura pari al 12 per mille dell’importo. A tutti gli effetti, quindi, diventa un’evasione fiscale. Questo problema tocca solo il tributario, e la banca pagherà comunque l’assegno.

Assegno postdatato: le sanzioni

Nonostante il problema, l’assegno postdatato è assolutamente valido e può essere incassato in banca. Se regolarmente firmato, infatti, l’assegno è comunque una promessa di pagamento. Se il beneficiario decide di andare in banca prima della data concordata può incassarlo senza problemi, e l’altra parte non ha nessun diritto per difendersi dalla cosa. I rischi, insomma, sono tutti interamente su chi emette l’assegno. Ricordiamo che di norma l’assegno dev’essere presentato 8 giorni dall’emissione (o 15 se pagabile in un Comune diverso), altrimenti la banca può revocare l’assegno.

Ecco le sanzioni per chi fa un assegno postdatato – ILoveTrading

Per quanto riguarda le sanzioni, abbiamo già detto che un assegno postdatato equivale a una cambiale ed è quindi soggetto ad imposta di bollo. Se questo viene presentato prima della data riportata, quindi, la banca pretenderà la regolarizzazione dell’imposta da bolla, a cui si aggiungerà una sanzione amministrativa pari al 2,4% dell’importo riportato. Insomma, si pagherà il doppio dell’imposta di bollo che non era stata versata. Questo è nel caso in cui l’assegno risulti coperto, cioè pagabile con i soldi disponibili sul conto corrente del pagante. In caso di assenza di denaro sufficiente si verifica il caso di assegno a vuoto, che ha conseguenze molto gravi con sanzioni amministrative pesanti.

L’unico modo per evitare tutto questo è aspettare la data convenuta, evitando tutti i problemi. In questo caso l’assegno tornerà ad essere regolare ed utilizzabile normalmente. Insomma, considerati tutti i fattori è sconsigliabile emettere un assegno postdatato, se non per una persona estremamente fidata.

Lorenzo Sarno

Articoli Recenti

Nuova circolare INPS: cambiano retribuzione e contributi da gennaio 2026

Retribuzioni, contributi e benefit cambiano volto dal primo gennaio 2026. Con una circolare attesa da…

10 ore Fa

L’Agenzia delle Entrate pubblica le bozze dei dichiarativi 2026, novità per: Modello 730/2026, Redditi PF, SP, SC ed ENC, IRAP e 770/2026

Le dichiarazioni dei redditi cambiano assetto e anticipano il fisco del futuro. Le bozze dei…

3 giorni Fa

Pensione a 64 anni nel 2026: chi rientra davvero e perché molti restano esclusi

Andare in pensione a 64 anni nel 2026 non è un’ipotesi teorica, ma una possibilità…

5 giorni Fa

Bonus di 500 euro per le partita IVA: i requisiti per chiederlo all’INPS

Il bonus da 500 euro mensili entra in una nuova fase e allarga il proprio…

6 giorni Fa

Differenza tra CIE e SPID: come sostituirli e utilizzarli

La carta d’identità non serve più solo nel portafoglio. Sempre più cittadini la usano per…

1 settimana Fa

Interessi più leggeri dal 2026: cosa cambia davvero su pensioni, TFS e contributi INPS pagati in ritardo

Dal 1° gennaio 2026 il costo dei ritardi previdenziali si riduce. Scende all’1,6% il tasso…

1 settimana Fa