Chi siamo

Redazione

Disclaimer

Privacy Policy

L’INPS chiede la carta di 382 euro indietro perchè concessa per errore? La verità è questa

Foto dell'autore

Samanta Airoldi

Massima attenzione: l’Inps potrebbe rivolere indietro la carta risparmio spesa di 382 euro. Vediamo tutto nei dettagli.

L’Inps dà e l’Inps toglie. L’istituto di previdenza sociale potrebbe rivolere indietro la carta risparmio spesa del valore di 382,50 euro. In questo articolo vi spieghiamo cosa sta succedendo.

Carta risparmio errore dell'Inps
Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico-(Ansa foto)- Ilovetrading.it

Il 18 luglio sono partite le distribuzioni della carta risparmio spesa: il bonus una tantum del valore di 382,50 euro. Tale sussidio può essere utilizzato solo per l’acquisto di generi alimentari: o meglio, solo per l’acquisto di quei prodotti alimentari che rientrano nell’elenco pubblicato sul sito del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. La carta potrà essere utilizzata fino al 31 dicembre ma, affinché non venga annullata, il primo acquisto dovrà essere fatto entro il 15 settembre.

Per ottenere la carta risparmio spesa non era necessario fare richiesta. Il processo era automatico: l’Inps individuava i nuclei familiari in possesso dei requisiti richiesti e li comunicava ai Comuni. I Comuni, a loro volta, a partire dal 18 luglio hanno iniziato a contattare tramite sms gli aventi diritto i quali si sono dovuti recare in un ufficio postale a ritirare la social card. Purtroppo, però, negli ultimi giorni è emerso un problema e l’Inps potrebbe rivolere indietro l’importo erogato.

Carta risparmio spesa: ecco la verità

Come visto chi ha ricevuto la carta risparmio spesa non ha fatto richiesta ma, in quanto in possesso di determinati requisiti, è stato contattato per andare a ritirarla in Posta. L’Inps, però, sembrerebbe aver commesso un errore molto grave.

Carta risparmio requisiti
L’Inps potrebbe rivolere indietro i soldi / Ilovetrading.it

Per avere diritto alla carta risparmio spesa era necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere un nucleo familiare composto da almeno 3 persone;
  • residenza in Italia da almeno 5 anni;
  • Isee non superiore a 15.000 euro;
  • nessun componente della famiglia deve essere percettore di sussidi statali come il Reddito di cittadinanza.

Ed è qui che nasce l’errore: da Federcontribuenti è arrivata la segnalazione. Molti percettori del Reddito di cittadinanza sono stati chiamati dal loro Comune di residenza per andare a ritirare in Posta la carta risparmio spesa. Costoro si sono poi rivolti all’associazione per capire cosa fare. Infatti il problema è che l’Inps, una volta capito l’errore commesso, rivorrà indietro non solo i 382,50 euro della social card ma potrebbe chiedere anche tutte le mensilità del Reddito di cittadinanza accusando i percettori di truffa ai danni dello Stato.

Federcontribuenti, dunque, raccomanda a tutti coloro che hanno ricevuto la carta risparmio spesa per errore di non attivarla e di non utilizzarla. C’è da precisare comunque una cosa: stando ad una sentenza della Corte di Cassazione del 2017, se non c’è dolo, l’Inps non può esigere indietro i soldi. E, in questo caso, siccome i beneficiari non dovevano fare richiesta ma sono stati selezionati proprio dell’Inps, va da sé che il dolo non c’è perché l’errore è stato commesso dall’istituto di Pasquale Tridico.

Gestione cookie