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Perdi tanti soldi di stipendio con la riforma fiscale: ecco quanto avrai in meno in busta paga | Che mazzata

La riforma fiscale non andrà a vantaggio di tutti: molti lavoratori potrebbero perdere davvero tanti soldi. Vediamo cosa accadrà.

Da mesi sentiamo parlare dei benefici che deriveranno dalla riforma fiscale a cui sta lavorando il Governo Meloni. Ma, a conti fatti, gran parte dei lavoratori ci rimetteranno. In questo articolo vi spieghiamo tutto nei dettagli.

Cosa cambierà con la Riforma fiscale/ Ilovetrading.it

La riforma fiscale è sempre più vicina e tutti aspettiamo da mesi una modifica in particolare: l’abbassamento delle percentuali Irpef. Milioni di lavoratori attendono da mesi una riforma che, secondo le previsioni e le promesse fatte, dovrebbe alleggerire le imposte sul reddito e garantire, di conseguenza, stipendi più alti. Ma sarà davvero così? Sì ma non per tutti. O meglio: i vantaggi in termini di risparmio non saranno gli stessi per tutti. Molti potrebbero addirittura rimetterci.

Riforma fiscale: ecco chi ci rimetterà

La  Legge Delega sulla riforma fiscale è ormai ad una fase molto avanzata e le novità – come spiegato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – si vedranno a breve. Purtroppo molti lavoratori resteranno delusi perché avranno delle brutte sorprese.

Non tutti avranno dei vantaggi dalla riforma fiscale/ Ilovetrading.it

Partiamo con il precisare che non è ancora stato deciso – o non è ancora stato reso noto – secondo quale schema verranno modificati gli scaglioni Irpef. Le ipotesi sono tre. Il primo schema prevede:

  • un’aliquota del 23% per i redditi compresi tra 8.500 euro 28mila euro;
  • un’aliquota del 35% per i redditi compresi tra 28.001 euro e 50mila euro;
  • un’aliquota del 43% per i redditi oltre i 50mila euro.

Il secondo schema ipotizzato dai tecnici di Palazzo Chigi, invece, prevede la seguente situazione:

  • un’ aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • un’ aliquota del 33% per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro;
  • un’ aliquota del 43% per i redditi che superano i 50mila euro.

La terza e ultima ipotesi oggetto di studio, invece, prevede il seguente scenario:

  • un’aliquota del 23% per i redditi sotto i 15 mila euro;
  • un’aliquota del 27% per i redditi compresi tra 15 mila e 75 mila euro;
  • un’aliquota del 43% per i redditi oltre i 75 mila euro.

Se quest’ultima ipotesi vincesse la gara, gli stipendi medio bassi – quelli sui 15.000 euro –  si troverebbero a pagare addirittura 4 punti percentuali in più di IRPEF passando dal 23% al 27% Ma in tutti e tre i casi i vantaggi saranno comunque maggiori per chi ha stipendi più alti. È stato calcolato che i redditi più bassi risparmierebbero circa 90 euro, chi guadagna sui 35.000 euro l’anno risparmierebbe circa 200 euro mentre chi guadagna più di 50.000 euro l’anno avrebbe un vantaggio fiscale di circa 1100 euro. In pratica più si guadagna e meno tasse si pagano. La buona notizia è che il Governo sta valutando di introdurre una no tax area per tutti i redditi – da stipendio e da pensione – sotto gli 8500 euro l’anno, cioè per coloro che prendono intorno ai 700 euro al mese.

Samanta Airoldi

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