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2000 euro ai nonni: ecco chi ne ha diritto e come richiederlo

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Giuseppe F.

Un bonus “nonni” di circa 2.000 euro: di cosa si tratta e chi può beneficiarne? Ecco tutti i dettagli sull’agevolazione.

Molte famiglie possono fare affidamento sulla preziose figure dei nonni: referenti fondamentali per la cura materiale ed emotiva dei piccoli, ma non solo. Poter contare su un nonno o una nonna è utile per risparmiare sul costo di baby sitter, doposcuola e centri specializzati.

Bonus nonni da 2.000 euro
Bonus nonni: esiste davvero? – ilovetrading.it

D’estate poi, quando la scuola è chiusa, per i genitori che lavorano la spesa per tenere i bambini in un centro estivo può anche superare i 2.000 euro.

Come funziona il Bonus nonni? Quali sono i requisiti principali e come richiederlo? L’agevolazione è teorica. Nel senso che nasce da una proiezione fatta da Assindatcolf e delle associazioni dei consumatori Assoutenti e Cittadinanzattiva, secondo cui le famiglie che possono contare su dei nonni sono in grado di risparmiare almeno 2.000 euro nei mesi più critici.

Quest’anno è stato interrotto il bonus baby sitter previsto dal Decreto Rilancio. Il decreto in questione aveva infatti introdotto vari aiuti per le famiglie, specificamente per fronteggiare le conseguenze dell’emergenza COVID 19. Si parlava perciò soprattutto di congedo parentale straordinario, bonus per libri e materiale scolastico e, soprattutto, bonus baby sitter (utilizzabile anche per pagare parenti).

Bonus nonni: fino a 2.000 euro di risparmio per le famiglie

Il bonus nonni potrebbe in un certo senso rimandare anche concettualmente al bonus previsto per poter ingaggiare un baby sitter introdotto nel 2021. E per un certo periodo di tempo un bonus del genere è esistito sul serio. Era appunto il bonus baby sitter, un aiuto concesso dal Governo per far fronte alle conseguenze dell’emergenza COVID.

Bonus per accudire i nipoti
Bonus nonni: come funziona – ilovetrading.it

Introdotto dall’esecutivo Draghi con il decreto Rilancio, il bonus aveva un importo massimo di 1.200 euro, erogabile dall’INPS per pagare una tata o una persona che si occupasse del proprio figlio o dei figli. Anche un parente, come una sorella, una zia, uno zio, un nonno o una nonna. Bastava che questo parente non vivesse con chi chiedeva il bonus.

Riguardo al bonus da 2.000 euro relativo ai nonni, non si parla di un contributo spettante direttamente ai nonni, quanto più di un vantaggio per tutte quelle famiglie che, soprattutto nel periodo estivo, hanno la necessità di trovare un posto dove lasciare i figli.

Assindatcolf e le associazioni dei consumatori Assoutenti e Cittadinanzattiva hanno in pratica calcolato la cifra che le famiglie risparmiano indicativamente se possono contare sul supporto dei nonni.

Un centro estivo o una baby sitter, per quattro ore al giorno, e cinque giorni a settimana, possono costare dai 600 agli 800 euro al mese. Quindi se si ha bisogno di una baby sitter a tempo pieno si possono superare agevolmente i 1.800 euro al mese.

I nonni non vanno pagati e offrono una cura affettiva impareggiabile. Ecco perché sarebbe il caso che lo Stato italiano, come succede in altri Paesi, riconoscesse un bonus vero e proprio o un reddito a queste preziose figure.

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