Il reddito alimentare è una misura a sostegno dei cittadini che si trovano in gravi situazioni di povertà: come funziona?
La nuova misura introdotta dal Governo ha lo scopo di riutilizzare tutti i prodotti alimentari rimasti invenduti dai supermercati e dai grandi centri di distribuzione e che quindi andrebbero distrutti.
Si tratta per lo più di cibi vicini alla data di scadenza oppure verdura di buona qualità ma con piccole imperfezioni estetiche che non permette ai supermercati di metterla in vendita.
L’idea è di ritirare e organizzare i prodotti invenduti dei grandi supermercati creando dei pacchi alimentari da distribuire in maniera completamente gratuita a tutti i cittadini che si trovano in serie difficoltà economiche.
La sperimentazione della misura del reddito alimentare partirà a metà Agosto e interesserà alcune grandi aree metropolitane italiane. Dopo una prima fase di sperimentazione, organizzazione e ottimizzazione del sistema, il reddito alimentare potrebbe essere attivato anche in centri urbani più piccoli.
L’idea è di creare un’applicazione gratuita per smartphone grazie alla quale sarà possibile prenotare e ritirare il proprio pacco alimentare direttamente presso i supermercati o presso gli Enti del Terzo Settore (cioè che si occupano di assistenza sociale) che si occuperanno di fare da mediatori tra cittadini e supermercati.
Ovviamente gli anziani o gli invalidi che hanno diritto a ricevere il reddito alimentare ma sono fisicamente impossibilitati a ritirarlo potranno riceverlo direttamente a casa.
Oltre a queste linee generali però non si conoscono ancora i dettagli del funzionamento della App, che quindi saranno forniti nelle prossime settimane insieme ad ulteriori specifiche.
Per adesso è certo che la sperimentazione del reddito alimentare sarà avviato nelle aree metropolitane di: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Roma Capitale, Cagliari, Catania, Messina, Palermo e Sassari.
Infine, per fare domanda per ricevere il reddito alimentare bisognerà attendere l’avviso pubblico del proprio comune di appartenenza, se si risiede in una delle città appena elencate. Un’altra possibilità è rivolgersi direttamente agli enti del Terzo Settore che si occupano di assistenza sociale e di lotta alla povertà.
Segnalando a loro la propria situazione e la propria richiesta di rientrare nel sistema di distribuzione del reddito alimentare, si sarà seguiti passo passo dalla presentazione della domanda fino alla ricezione effettiva dei pacchi.
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