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Troppi debiti con il fisco: come rinunciare all’eredità | La legge che tutti devono conoscere

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Antonia Festa

Cosa succede se il defunto aveva dei debiti con il Fisco? La legge prevede un trucchetto per evitare che i parenti ereditino le passività.

Nel momento in cui il chiamato all’eredità decide di accettare il patrimonio lasciatogli dal defunto, riceve non solo i beni di quest’ultimo, ma subentra anche nelle sue passività, cioè nei debiti.

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Il chiamato all’eredità può rinunciarvi se ci sono debiti (ilovetrading.it)

Può capitare, infatti, che il de cuius avesse delle inadempienze nei confronti del Fisco (Agenzia delle Entrate) oppure di Enti previdenziali (come l’INPS) oppure con la Amministrazione locale. Cosa può fare l’erede per evitare di ricevere i debiti del defunto? La legge prevede l’istituto della rinuncia all’eredità.

Alla morte di un soggetto, infatti, i suoi averi non vengono trasferiti in automatico agli eredi, ma è necessario che questi accettino l’eredità. Fino a quando non ci sarà stato tale atto, gli aventi diritto saranno dei semplici “chiamati all’eredità” e potranno sempre scegliere di rinunciarvi.

È importante sottolineare che la rinuncia può avvenire soltanto dopo la morte del familiare dal quale si eredita e va presentata tramite atto scritto reso dinanzi ad un notaio oppure al cancelliere del Tribunale del luogo di domicilio del defunto.

Alla rinuncia, inoltre, non possono essere apposte condizioni o termini (ad esempio non si può scegliere di rinunciare solo se si verifica un determinato evento) e, infine, non può essere fatta in maniera parziale ma esclusivamente totale. In altre parole, si deve rinunciare a tutti i beni del de cuius e non solo dei debiti.

Rinuncia all’eredità: è definitiva oppure può essere revocata?

Chi rinuncia agli averi del defunto ha la possibilità anche di cambiare idea, presentando un atto di revoca alla rinuncia dell’eredità. La legge, tuttavia, concede di revocare l’eredità solo fino a quando non sia intervenuta la prescrizione e, in particolare, fino a 10 anni dall’apertura della successione (cioè dalla morte del soggetto che ha lasciato l’eredità). Se, infatti, sono trascorsi più di 10 anni, il diritto ad accettare l’eredità si considera prescritto.

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L’eredità non deve per forza essere accettata (ilovetrading.it)

Ma esiste anche un ulteriore limite alla revoca dell’atto di rinuncia all’eredità. È necessario che, in tale lasso di tempo, l’eredità non sia stata già accettata da un altro soggetto. Se, dunque, dopo la presentazione di dichiarazione della rinuncia, un altro chiamato all’eredità l’ha accettata, si perde definitivamente il diritto a diventare erede e l’atto sarà diventato irrevocabile per legge.

Ad esempio, se un figlio rinuncia inizialmente all’eredità del padre perché ci sono dei debiti con il Fisco, non potrà revocare la rinuncia se, intanto, un altro chiamato all’eredità ne avrà accettato il patrimonio.

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