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Condominio, cattivi odori nelle aree comuni: quando agire personalmente e quando per vie legali

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Greta Di Raimondo

La convivenza nelle aree condominiali non è sempre facile e spesso possono insorgere problematiche da non sottovalutare. 

Non sempre la vita in condominio è senza problemi. Nonostante molti aspetti positivi dell’abitare all’interno di un condominio, ci sono altrettanti aspetti negativi da non sottovalutare e che necessitano di interventi tempestivi. Uno tra tutti è il problema dei cattivi odori che possono rendere la convivenza impossibile.

Convivenza in condominio
Cattivi odori in condominio? Cosa fare (www.ilovetrading.it)

Gli spazi in comune quali: l’androne, il pianerottolo, il tetto, il cortile, ecc. sono i luoghi in cui si dovrebbe fare attenzione maggiormente per il rispetto reciproco.  È in contesti come questi che è fondamentale fare attenzione al tema degli odori nelle scale condominiali.

Ai sensi della legge, esistono reati che riguardano le “molestie olfattive” e possono avere conseguenze sia civili sia penali. I cattivi odori possono riguardare anche profumi particolarmente forti che, a lungo andare, potrebbero dar fastidio a chi è particolarmente sensibile.

Condominio e odori: quali si e quali no

Prima di agire di propria iniziativa, è necessario che un condomino entri in possesso del regolamento condominiale per approfondire la questione degli odori. Difatti, proprio sul regolamento, potrebbe essere già indicato quali sono gli odori o i profumi da utilizzare negli spazi in comune (come ad esempio spray d’ambienti, acque profumate, diffusori ecc.)

Cattivi odori nel tuo condominio
Ecco cosa dice la Legge sui cattivi odori in condominio (www.ilovetrading.it)

Il regolamento è ovviamente il frutto di tutte le decisioni dei condomini e dei voti dei singoli. Per modificare o eliminare una regola, è necessario convocare una riunione di condominio e votare a seconda del problema insorto. Anche tutto quello che riguarda gli odori può essere discusso e/o approvato in sede di riunione.

Ogni condomino dovrebbe rendersi conto che odori troppo forti potrebbero recare disagio agli altri abitanti del palazzo. È quindi buona abitudine non esagerare con odori di frittura, odori provenienti da barbecue o odori del camino se non si hanno dei buoni condotti di areazione funzionanti.

Se il condomino viene ripetutamente disturbato dagli odori del vicino, può agire per vie legali per chiedere la cessazione dei comportamenti disagevoli e il risarcimento danni. Per procedere civilmente, però, è necessario che la condizione di disagio sia ritenuta insopportabile.

Non è possibile, invero, citare in giudizio il proprio vicino perché occasionalmente avvertiamo odori di frittura provenire dalla sua cucina, o altri odori che possono recarci fastidio. In questo caso, è importante avere testimonianze del nostro grado di disagio e di come il comportamento inopportuno del vicino stia rendendo difficili le condizioni abitative.

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