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Le famiglie finiranno in ginocchio: la temutissima Case Green è stata confermata

L’iter legislativo della Direttiva Case Green si sta avviando verso la conclusione rivelandosi quell’incubo che le famiglie temevano.

Una normativa che obbliga gli Stati membri UE a raggiungere gli obiettivi previsti per il 2030 e 2050 in un’ottica di transizione energetica.

Cosa accadrà con l’approvazione della Direttiva – Ilovetrading.it

Il settore residenziale è dentro le politiche adottate dall’Unione Europea per la transazione ecologica. Gli edifici sono responsabili del 36% dei gas climalteranti e da qui l’esigenza di avviare la trasformazione green. I cittadini proprietari di case sono stati coinvolti nel sostegno alle politiche di rigenerazione ambientale e di riduzione di emissioni e consumo energetico.

Dovranno ristrutturare l’abitazione per raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Gli edifici non residenziali, invece, avranno l’obbligo di avere la prestazione energetica E entro il 2027 e D entro il 2030. Questo se l’iter verrà confermato con la chiusura del percorso legislativo il prossimo 31 agosto. Pochi giorni ancora, dunque, e potrebbe arrivare la definitiva promulgazione della Direttiva. Gli italiani non avrebbero più alcuno scampo, dovranno spendere 50 mila euro circa per adeguarsi.

Direttiva Case Green, un incubo che si avvera

L’intento lodevole di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici nonché la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra nei Paesi UE si ripercuote sui cittadini. Ottimo l’obiettivo del parco immobiliare ad emissioni zero entro il 2050 per far respirare il pianeta e ridurre i costi in bolletta ma non a discapito degli italiani e dell’Italia.

Casa green, la direttiva UE – Ilovetrading.it

Oltre le responsabilità dei privati sull’efficienza della propria casa la nuova Direttiva impone obblighi anche per gli edifici di nuova costruzione che dovranno essere green a emissioni zero dal 2028 e per quelli riconducibili alle autorità pubbliche con scadenza al 2028.

Ogni Stato dovrà presentare progetti di riqualificazione energetica degli edifici più energivori all’interno dei piani nazionali di ristrutturazione. Se non si adeguerà verrà sanzionato. Quali i vantaggi della riqualificazione energetica della propria abitazione? I costi in bolletta diminuirebbero, si avrebbe un maggiore comfort termico, l’impatto ambientale sarebbe minore e il valore della propria casa aumenterebbe. Tutto molto bello per chi ha i soldi per poter procedere con gli interventi (cappotto termico, installazione pannelli solari, sostituzione infissi e caldaia…).

Ci sono incentivi per aiutare le famiglie a ridurre la spesa ma parliamo di 50 mila euro di lavoro che anche se dimezzati prevedono un’uscita di 25 mila euro. Quanti cittadini possono permetterselo? Altri Paesi sono nelle stesse condizioni dell’Italia. Nel prossimo Trilogo (negoziato) del 31 agosto verranno discusse le posizioni delle nazioni UE per cercare di accontentare tutte le esigenze. Se la svolta dovrà esserci bisognerà che qualcuno la sostenga al posto dei cittadini.

Valentina Trogu

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