Non tutti lo sanno ma i contributi figurativi possono essere penalizzanti nell’accesso alla pensione anticipata. Vediamo tutti i dettagli.
Pensione anticipata e contributi figurativi non sempre vanno d’accordo. In questo articolo vi spieghiamo come stanno le cose e quali sono i requisiti necessari per accedere alla pensione anticipata.
In Italia, a partire dalla riforma dell’ex ministro Elsa Fornero del 2011, l’età pensionabile è stata portata a 67 anni con un requisito contributivo minimo di 20 anni. Tuttavia, nel 2012, fu introdotta una forma di pensione anticipata per agevolare chi aveva iniziato a lavorare quando era ancora molto giovane. Si tratta della cosiddetta pensione anticipata ordinaria che ha preso il posto della pensione di anzianità.
La pensione anticipata ordinaria non tiene conto dell’età anagrafica di un soggetto ma solo dei contributi versati. Pertanto, per accedere alla pensione sfruttando questa misura, è necessario aver maturato:
Purtroppo però non tutti i contributi vengono considerati validi dell’Inps. Pertanto può succedere che, pur avendo raggiunto la quota di contributi necessari al pensionamento, l’istituto di previdenza sociale vi neghi la pensione.
Come anticipato, talvolta, pur avendo tutti i requisiti necessari, può succedere che l’Inps rifiuti la richiesta di pensionamento. Infatti non tutti i contributi sono validi.
In primo luogo è necessario fare una distinzione fondamentale tra contributi effettivi e contributi figurativi. I primi sono quelli che il lavoratore ogni mese versa all’Inps; i secondi, invece – i contributi figurativi – sono quelli che vengono accreditati al lavoratore nei periodi in cui non lavora. Sono da considerarsi contributi figurativi quelli che vengono accreditati durante i periodi di malattia, di maternità, durante i periodi di disoccupazione, durante il servizio militare o quelli che si ottengono riscattando gli anni universitari.
In che misura questo tipo di contributi può incidere sulla possibilità di andare in pensione prima? Per poter andare in pensione con la pensione anticipata ordinaria è necessario che almeno 35 anni di contributi siano effettivi. Diversamente la richiesta di pensionamento verrà rigettata. Stesso discorso vale anche per Quota 41. Quota 41 prevede il pensionamento al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Per poter beneficiare di questa misura è indispensabile aver versato almeno un anno di contributi prima di aver compiuto 19 anni. Ma deve trattarsi esclusivamente di contributi effettivi e non figurativi.
La questione dei contributi può creare problemi anche a chi ha già 67 anni a 20 anni di contributi e, dunque, soddisfa tutti i requisiti richiesti dalla legge Fornero. Infatti, basandosi il sistema di calcolo contributivo unicamente sui contributi versati ai fini del calcolo dell’importo dell’assegno previdenziale, se essi sono pochi perché una persona guadagna poco, l’importo dell’assegno previdenziale sarà basso. Ma per poter andare in pensione a 67 anni è necessario che l’importo dell’assegno previdenziale sia pari almeno a 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale. In caso contrario si dovrà continuare a lavorare almeno fino a 71 anni.
Il 31 marzo 2026 segna una data chiave per i datori di lavoro: l’invio del…
Una pensione che diminuisce da un anno all’altro può creare dubbi e preoccupazioni, soprattutto quando…
Il bonus TARI promette una riduzione del 25%, ma nella pratica l’importo può risultare più…
Un’operazione da 10,8 miliardi che può ridisegnare il mercato italiano delle telecomunicazioni e dei servizi…
Separazione delle carriere, doppio CSM, Alta Corte disciplinare e sorteggio: il referendum costituzionale del 22…
Un contributo fino a 1.400 euro per le vacanze estive dedicate ai pensionati della Pubblica…