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Licenziamento per giusta causa: spetta la NASPI? La risposta non è scontata

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Edoardo Corasaniti

Ecco un approfondimento sul licenziamento per giusta causa e l’indennità di disoccupazione NASPI. Cosa devi sapere. 

Il licenziamento per giusta causa, regolato dall’articolo 2119 del codice civile, rappresenta l’atto attraverso il quale il datore di lavoro pone fine al rapporto di lavoro, indipendentemente dalla volontà del dipendente. Si tratta di una delle forme più gravi di licenziamento, ed è giustificata da un grave inadempimento del lavoratore.

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La NASPI è il passaggio verso il sostegno durante la disoccupazione – ilovetrading.it

Le situazioni che possono configurare un licenziamento per giusta causa includono insubordinazione verso i superiori, furto di beni aziendali durante l’esecuzione delle mansioni, diffamazione dell’azienda o dei suoi prodotti, minacce verso il datore di lavoro o i colleghi, danneggiamento dei beni aziendali, falsa malattia o infortunio, e violazione del patto di non concorrenza.

La Naspi: un sostegno per la disoccupazione

La Naspi, acronimo di “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego,” è un’indennità di disoccupazione introdotta a partire dal 1° maggio 2015, rivolta a lavoratori subordinati che hanno perso il lavoro involontariamente. Questo beneficio si estende a diverse categorie di lavoratori, tra cui quelli assunti con contratto di apprendistato, i soci lavoratori di cooperative, i dipendenti del settore artistico con rapporto di lavoro subordinato e i dipendenti a termine delle pubbliche amministrazioni.

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Il licenziamento per giusta causa è un momento che può cambiare radicalmente il corso della sua carriera – ilovetrading.it

Tuttavia, ci sono alcune categorie che non possono accedere alla NASPI, come i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli sia a tempo determinato che indeterminato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, coloro che hanno raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata e chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità, a meno che non optino per la NASPI.

L’erogazione della Naspi inizia otto giorni dopo la cessazione del rapporto di lavoro, a condizione che la richiesta venga presentata all’INPS entro questo periodo. Per le richieste inviate successivamente, la Naspi decorrerà dal giorno successivo all’inoltro dell’istanza.

Per poter accedere alla Naspi, è necessario soddisfare tre requisiti chiave: La perdita del lavoro deve essere involontaria, escludendo dimissioni volontarie ma permettendo le dimissioni per giusta causa. Deve esserci un requisito contributivo, ovvero almeno 13 settimane di contribuzione versate all’INPS nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. Un requisito lavorativo impone al lavoratore di aver svolto almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

Indipendentemente dalla tipologia di licenziamento, se si soddisfano questi requisiti, il beneficiario riceverà il 75% dell’imponibile medio mensile percepito nei quattro anni precedenti. Anche nel caso di licenziamento per giusta causa, se questi criteri sono rispettati, il diritto alla Naspi è garantito, ma la data di decorrenza sarà il 30° giorno dalla presentazione della domanda.

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