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Nuovi Bonus Figli 2023: non solo Assegno Unico ma tanti soldi per te | Chiedili così

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Daniele Orlandi

L’assegno unico non è la sola forma di sussidio disponibile per i neo genitori. Ecco quali sono e come richiedere gli altri bonus figli 2023.

L’assegno unico rappresenta, senza ombra di dubbio, una forma di sostegno economico di primaria importanza per le coppie che diventano genitori. Erogato mensilmente fino al compimento del 21esimo anno di età del figlio, consente infatti di far fronte ad una molteplicità di spese necessarie per accompagnare la crescita e la formazione di un bambino.

i bonus figli previsti oltre all'assegno unico
Quali bonus è possibile chiedere se si hanno figli (ilovetrading.it)

Ma non tutti sanno che l’assegno unico non è il solo sussidio rivolto ai genitori e che, infatti esistono anche alcuni bonus collaterali meno noti ma che possono ugualmente rappresentare un prezioso sostegno sia per le donne in gravidanza che, più in generale, per i nuclei familiari.

Non solo l’assegno unico: ecco gli altri ‘bonus figli’

Per quanto riguarda l’assegno unico esso è attivo dal 1° luglio del 2022 ed è andato a convogliare in un solo sussidio una serie di vari bonus. Consiste in un assegno mensile erogato fino ai 21 anni di età e, nel caso di figli con disabilità, senza limiti di età. Scopo dell’indennità è quello di creare una quota singola concentrando su di essa le risorse che prima erano distribuite in agevolazioni differenti, allineandosi a quanto accade in altri Paesi europei. Lo si può richiedere a cominciare dal settimo mese di gravidanza e l’importo erogato varia in base al reddito del nucleo familiare.

bonus latte artificiale, come funziona
Come funziona l’assegno unico e a quali sussidi si può abbinare (ilovetrading.it)

Accanto ad esso troviamo un bonus destinato alle neomamme che non hanno la possibilità di allattare. Si chiama bonus latte artificiale ed ammonta in un contributo di 400 euro annui da spendere per l’acquisto del latte artificiale. Per poter ottenere questo prezioso aiuto occorre presentare, a patto che l’Isee non sia superiore ai 30mila euro, richiesta all’Asl territoriale di competenza e il bonus andrà a coprire le spese fino al sesto mese di vita del figlio.

Devono però sussistere determinate condizioni cliniche perché esso venga erogato ovvero la diagnosi di sindrome di Sheehan, di alattogenesi ereditaria, di mastectomia bilaterale oppure l’infezione da HTLV1 e 2, l’ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria o, nei casi più gravi, la morte materna. Altre condizioni considerate temporanee possono consentire di ricevere il bonus previa verifica mensile: tra queste l’infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo o con lesione erpetica sul seno o capezzolo; la lesione luetica sul seno, la mastite tubercolare, la tubercolosi bacillifera non trattata o l’infezione ricorrente da streptococco di gruppo B.

Congedo di maternità o assegno di maternità

Altro possibile bonus rivolto a mamme lavoatrici o disoccupate è il congedo di maternità che va richiesto all’Inps quando è il momento. Oppure l‘assegno di maternità dei Comuni: si tratta di una prestazione assistenziale pagata dall’Istituto ma concessa dai Comuni, rivolta alle mamme che non lavorano e solo entro specifici limiti di reddito. Ancora esiste il diritto all’esenzione del ticket per varie prestazioni mediche rivolto alle mamme in gravidanza con erogazione gratuita in caso di assistenza al puerperio, visite periodiche ostetrico ginecologiche e per i corsi di accompagnamento alla nascita.

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