Arrivano finalmente le pensioni a 62 anni, insieme a molte altre novità direttamente dal Governo. Ecco tutto ciò che ci aspetta.
Il Governo e le parti sociali tornano a parlare del futuro previdenziale dei lavoratori in un incontro avvenuto il 5 settembre. Era stata richiesta la presenza del ministro Elvira Calderone, ma non si è presentata. In assenza del responsabile del dicastero del Lavoro, le parti sociali hanno solo potuto ribadire le loro richieste all’Osservatorio: il bisogno di una soluzione per le donne e per i lavoratori gravosi e usuranti.
Nello specifico, i sindacati stanno chiedendo di allargare la platea dei lavoratori gravosi, includendoli in un unico elenco. Basterebbe estendere l’Ape sociale ai precoci, ma bisogna anche rivalutare il lavoro usurante ed estenderlo ad altri settori e categorie lavorative. Per le donne, invece, le parti sociali chiedono criteri che rispondano alle necessità dei lavori discontinui e salari più assi, e il riconoscimento del lavoro di cura che svolgono nella famiglia. Si spera, inoltre, che si proceda al ripristino dei vecchi requisiti dell’Opzione donna.
Il Governo, d’altro canto, deve gestire l’eterno problema della coperta finanziaria sempre troppo corta, che limita quanto si può fare in termini pratici nonostante le buone intenzione. Con poche risorse a disposizione e l’intento principale di non aumentare le tasse, quello che il Governo può offrire è la proroga della quota 103 e l’ampliamento dell’Ape sociale. Questo non risponde al problema delle donne, visto che l’Opzione donna al momento ha davvero bisogno di una mano visti i disastrosi cambiamenti. Tornare indietro è impossibile perché risulterebbe troppo costoso, ma il Governo punta ad aiutare le donne in altri modi, possibilmente coinvolgendole di più nell’Ape sociale.
Mentre queste ipotesi sono attualmente al vaglio, non ci saranno cambiamenti ufficiali prima di ottobre. Questo perché il Governo deve fare il conto delle risorse disponibili anche per il prossimo anno. I 4 miliardi di euro a disposizione sono a malapena sufficienti per la proroga della quota 103 e dell’Opzione donna attuale, che renderebbe molto difficile intervenire su quest’ultima per renderla più accettabile. L’idea è attuale è di coinvolgere almeno 10.000 donne in più, allungando l’età di accesso dai 58 anni della precedente Opzione donna a 60/63 anni. Il prossimo incontro è fissato per il 18 settembre, dove avremo informazioni più precise su cosa aspettarci nel 2024 da parte del Governo sul campo delle pensioni.
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