È il solito sogno nel cassetto; svegliarsi una mattina e scoprire di aver ricevuto un sostanzioso assegno da parte di un parente di cui ignoravamo l’esistenza; sfortunatamente mancato, ma privo di qualsivoglia erede. Ma la realtà, talvolta, supera la fantasia.
È questo il caso di decine di migliaia di polizze e assicurazioni sulla vita dormienti presenti nel nostro Paese. I dati presentati sono recentissimi, visto che il report è di gennaio 2024. Merito dell’IVASS, che ha svolto una ricerca riguardante tutte quelle polizze astrattamente liquidabili per la presenza delle necessarie condizioni di legge, ma che sono diventate dormienti. Nessuno le ha richieste, nonostante il termine di decadenza di ben 10 anni. Vediamo come è possibile che l’IVASS segnala decine di migliaia di polizze dormienti e di rispettivi premi da ritirare, ma i parenti non si fanno avanti.
C’è forse un motivo alla base di questa inspiegabile lacuna. Capita che il beneficiario della polizza possa morire prima dello stipulante. Come effetto di questo la somma passerà agli ulteriori eredi del beneficiario. I quali, però potrebbero nulla sapere del premio loro riservato.
Il report, chiamato Polizze dormienti risvegliate – 2024. fa riferimento all’anali sul complesso delle polizze sulla vita e similari stipulate nel corso degli ultimi anni. Il dato è impressionante: tra il 2017 ed il 2021 si registrano 15.687 polizze per le quali è accertato il diritto alla prestazione, ma non il beneficiario: le ricerche sono state infruttuose, gli aventi diritto non si sono fatti avanti. Il tutto per un importo di circa 109 milioni di euro complessivi.
Il dato del 2022, ultimo anno considerato dal report, rende il quadro ancora più inquietante. Per il 2022 le polizze dormienti sono 43.564 per un valore di poco superiore a 1 miliardo di euro; in questo caso, comunque, c’è da ritenere che nel tempo la quota potrà scendere sensibilmente.
Cosa fare per rimediare? Come scoprire se ci troviamo nella lista dei fortunati beneficiari? Esiste un servizio apposito di Ania, Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici. Basta collegarsi al link di servizio ricerca polizze https://www.ania.it/it/ricerca-polizze-vita, iscriversi, e compiere le opportune ricerche con il nominativo di chi pensiamo potesse aver effettuato una polizza. Se conosciamo l’intermediario o l’impresa assicurativa utilizzata dal familiare, è possibile inviare un facsimile con l’apposita richiesta. Possiamo poi rivolgerci a IVASS in caso di mancanza di documenti fondamentali. Insomma, la ricerca può talvolta valere il tempo speso. Sarebbe anche un modo per rendere merito a chi ha avuto a cuore il futuro dei propri cari.
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