Fino al mese di dicembre saranno attive diverse misure per smettere di lavorare in anticipo. A chi sono rivolte?
La Legge di Bilancio 2025 ha confermato la possibilità di lasciare il mondo del lavoro anche prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Le opzioni tra cui poter scegliere sono varie e destinate a una vasta platea di contribuenti.
Per alcuni strumenti, tuttavia , sono previste delle “finestre“, ossia dei periodi di attesa tra la maturazione del diritto alla pensione e il pagamento della prima rata dell’assegno previdenziale. Ma quali sono le misure di flessibilità in uscita che consentono di ottenere il pensionamento anche prima della maturazione dei 67 anni di età e 20 di contribuzione?
Per il 2025 è confermata la pensione anticipata ordinaria, per la quale servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età anagrafica. Rimane attiva anche la pensione anticipata contributiva, destinata a coloro che hanno almeno 64 anni di età e 20 di contribuzione e che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996.
I lavoratori precoci, ossia coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contribuzione prima del diciannovesimo anno di età, e che svolgono una mansione gravosa oppure sono invalidi almeno al 74% o caregivers di familiari disabili gravi possono andare in pensione con 41 anni di anzianità contributiva, a prescindere dall’età anagrafica. Fino al prossimo 31 dicembre, poi, potrà essere richiesta Quota 103, con 62 anni di età e 41 di contributi. L’importo massimo ottenibile è pari a quattro volte il trattamento minimo (ossia 2.413,60 euro), fino al compimento dell’età pensionabile.
Per quest’anno, infine, sono confermati Opzione Donna e Ape Sociale. La prima misura spetta alle cargivers, alle invalide almeno al 74% e alle disoccupate o dipendenti di aziende in crisi e richiede 35 anni di contributi e 61 anni di età. Per le madri, è previsto uno sconto su quest’ultimo requisito di un anno se hanno un solo figlio oppure di due anni se si hanno più figli. Si applica, inoltre, una finestra mobile di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome.
L’APE Sociale, invece, è destinata a una delle seguenti categorie: caregivers, invalidi almeno al 74%, disoccupati e addetti a lavori gravosi. Richiede la maturazione di 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi (36 per gli addetti a mansioni gravose). L’importo dell’assegno non può superare i 1.500 euro (fino al compimento dell’età pensionabile) ed è necessario presentare all’INPS una preventiva richiesta di riconoscimento del diritto alla prestazione.
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